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Roma, 3 giu – Una toga rossa candidata a Napoli, il nome forte di FdI per Roma che viene dall’area Pd-Margherita: il centrodestra alle amministrative presenta candidati… non di centrodestra. E’ questa forse una strategia vincente? Allo stato attuale si direbbe il contrario esatto. Dopo l’ennesima fumata nera al vertice di martedì 1 giugno – tutto rimandato alla settimana prossima – per i candidati sindaci a Roma, Milano e le altri grandi città sorge il dubbio. Forse Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno molto chiaro come provare a giocarsela con i candidati di centrosinistra. Oppure, al contrario, lo sanno benissimo: intendono scientemente perdere?



Sindaci, a Napoli il candidato del centrodestra è una toga rossa

Partiamo da Napoli, dove il candidato c’è, ma non è – per sua stessa ammissione – di centrodestra: Catello Maresca. Ex pm, magistrato in aspettativa con all’attivo anche processi contro militanti di destra, è lui il candidato che FI, Lega e FdI contrappongono a Gaetano Manfredi, candidato dell’alleanza giallofucsia (Pd-M5s-LeU). Maresca ci tiene a definirsi non di destra e “candidato civico autentico”. Sì, perché il centrodestra ha deciso di candidare esponenti non di partito, con l’intenzione di poter pescare fuori dall’elettorato di riferimento. Ma forse anche perché nessuno dei maggiorenti tra le file della coalizione voleva bruciarsi (magari andando a suicidarsi in Campidoglio, tanto per fare un esempio realistico). Sta di fatto che la scelta di Maresca lascia perplessi perché seppure potrà prendere voti nell’ambito di chi non vota a sinistra di certo non prenderà i voti propriamente di destra (che a Napoli non sono pochi).

A Roma la Meloni punta su Michetti (Pd-ex Margherita)

Veniamo a Roma. Il nome spinto dalla Meloni è quello dell’illustre sconosciuto Enrico Michetti, presentato dalla leader di FdI come il “Mr. Wolf dei sindaci”, con una improvvida citazione di Pulp Fiction. Sì perché l’avvocato Michetti viene dall’area Pd-ex Margherita, come rivelato da Dagospia. Come se non bastasse, il carneade “candidato civico” su cui punta FdI è anche protagonista di una delibera dell’Anac – l’Anticorruzione – su un affidamento di appalti da parte della Asl Roma 5. Nello specifico, un servizio di consulenza affidato all’avvocato Michetti “non pienamente in linea con i principi generali” di “pubblicità, trasparenza ed imparzialità”. I sondaggi al di là della scelta suicida della leader di FdI comunque bocciano il “Mr. Wolf dei sindaci”: a Roma non lo conosce nessuno. Perché mai dunque dovrebbe prendere i voti dell’elettorato di centrodestra (quando peraltro c’è Sgarbi candidato)? Non è dato saperlo.

Milano, ancora nessun nome. Già persa la battaglia per i sindaci?

Il dato politico è che allo stato attuale il centrodestra non sa che pesci pigliare. Sarà pure dato per vincente nei sondaggi, ma i voti – quelli veri – soprattutto alle amministrative sono un’altra cosa. E la coalizione si presenta assolutamente impreparata alla sfida. Tanto che per il nome di Milanodove c’è Paragone che ha dichiarato guerra al sindaco uscente ricandidato Sala ancora si è in altissimo mare. Ma – dice Salvini – il nome c’è, lo protegge per non bruciarlo. Sarà di centrosinistra pure quello?

Adolfo Spezzaferro

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