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Roma, 13 dic – “Go Boris go!”. Matteo Salvini esulta nel cuore della notte per la vittoria di Boris Johnson alle elezioni generali nel Regno Unito. Un trionfo per i Tory (che non prendevano così tanti voti dai tempi della Thatcher) e un plebiscito a favore della Brexit (che i cittadini britannici avevano chiesto fin dal referendum del 2016). Il leader della Lega, su Twitter, cavalca l’onda del sovranismo in Europa, che nel Regno Unito fa sbancare le urne ai conservatori. E scrive: “Sinistra sconfitta anche in Gran Bretagna“. Il partito laburista infatti è ai minimi storici, non andava così male dal 1935.

“Se si votasse, anche qui finirebbe come in Gran Bretagna”

Il voto in Gran Bretagna ci dice che la coerenza e la chiarezza pagano“, sottolinea Salvini stamattina ai microfoni di Radio Crc, “Boris Johnson – spiega – ha detto agli inglesi cosa voleva proporre, un taglio delle tasse, mentre la sinistra voleva onnipresenza dello Stato e più tasse. E’ come adesso in Italia, con la differenza che in Gran Bretagna hanno avuto la fortuna di votare, mentre in Italia siamo ostaggio di una minoranza. Sono convinto che, se si votasse, anche qui finirebbe come in Gran Bretagna“.

Meloni: “La coerenza paga, ora la volontà popolo britannico sarà rispettata”

Esulta anche Giorgia Meloni: “Congratulazioni a Boris Johnson per la grande vittoria. Ancora una volta la coerenza paga, ora la volontà del popolo britannico sarà finalmente rispettata. A noi il compito di difendere gli interessi italiani in un nuovo rapporto di cooperazione con il Regno Unito #UKelection2019″. Lo scrive su Twitter la leader di Fratelli d’Italia.

A sinistra in ordine sparso: Renzi critica gli estremismi, Calenda il populismo, Gentiloni difende la Ue

A sinistra invece (tanto per cambiare) i vari partiti sono già divisi sulla lettura del voto britannico. Dopo aver sperato come di consueto nel “vangelo dei sondaggi” secondo cui il margine di vantaggio dei Tory si era ridotto, i “compagni” sono andati a sbattere contro la realtà. Ad aprire le danze è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, con un tweet prima della mezzanotte. “La sinistra radicale, quella estremista – scrive – è la migliore alleata della destra. Continuate pure ad insultare Blair e tenervi Corbyn: alla fine così vince la destra più radicale. E alla fine la Brexit sarà colpa anche di questo Labour“. Carlo Calenda invece incolpa il populismo di sinistra: “Mi sembrava piuttosto semplice. Con la Brexit la Ue avrà più possibilità di fare passi avanti, perché UK è sempre stata contro un’Unione sempre più stretta. Su politica italiana vicenda UK dimostra che se la partita è populismo di destra contro populismo di sinistra, perde il secondo“. Lo scrive su Twitter il leader del neo partito Azione. “Ha vinto Johnson con la sua demagogia sovranista. Ma soprattutto ha perso Corbyn: le sue ricette stataliste e protezioniste unite a una corriva ambiguità sulla Brexit non potevano convincere”. Lo afferma il segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, che coglie l’occasione per attaccare il M5S. “Un monito: il sovranismo si sfida e si batte a viso aperto proponendo una alternativa europeista netta, non coltivando l’ambiguità (come quella a Cinque Stelle)“. Altro europeista convinto (visto anche il ruolo istituzionale) è l’ex premier Paolo Gentiloni: “UKelection2019 Vince Johnson cavalcando l’onda di Brexit. Perde l’illusione di una sinistra nostalgica. Speranza e fiducia nell’Unione europea. Oggi più che mai“, scrive su Twitter il commissario Ue per l’Economia.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Tutto il centro-sinistra italiano condanna Corbyn e lo statalismo elogiando l’efficacia di un’opposizione europeo-liberale.
    Eppure si sono “scordati” di dire che il loro equivalente in GB, ovvero il Liberal-Democratica party, ha preso una delle peggiori batoste con conseguenti dimissioni della sua leader.
    La verità è che Johnson è semplicemente più carismatico e furbo di Corbyn, tutto qui.
    Il centrosinistra italiano dimostra ancora una volta tutto il suo analfabetismo funzionale!

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