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Roma, 14 giu – Giuseppe Conte inaugura i “suoi” Stati generali dell’economia e invita quella che come ha giustamente ricordato l’opposizione è la Troika: Commissione Ue, Bce, Fmi. Il messaggio di Bruxelles, ribadito anche dal presidente del Parlamento Ue, il dem David Sassoli, è che i fondi che arriveranno richiederanno riforme tali da mettere i conti pubblici in regola. In sostanza, misure “lacrime e sangue” di montiana memoria che tanto piacciono alla Troika, per l’appunto. Conte si precipita ad assicurare che “non sprecheremo neanche un euro”. Ma, a vedere la kermesse di Villa Pamphili – una passerella mediatica tutta per celebrare il premier supremo, un ulteriore ritardo insomma rispetto alle emergenze economiche del Paese – il governo giallofucsia non sembra aver imboccato la via del risparmio.

Bankitalia e Quirinale chiedono fatti concreti

Dal canto loro, Bankitalia e Quirinale sembrano aver mangiato la foglia e chiedono fatti concreti e poche chiacchiere. Ma a ben vedere l’evento messo su da Conte, fuori dal Parlamento e in assenza dell’opposizione, non porterà a nulla di fattibile, in termini di politiche economiche. Tutto questo mentre, nonostante le promesse – rinnovate e puntualmente cadute nel vuoto – ci sono ancora almeno un milione di italiani che ancora non hanno ricevuto un euro. In ogni caso, di cosa parlerà Conte con i suoi ospiti illustri non ci è dato sapere. Infatti la kermesse è vietata alla stampa.

Von der Leyen: “Servono riforme ambiziose”

La giornata inaugurale degli Stati generali è stata tutta fuffa infiocchettata e niente più. Ma qualche messaggio sostanzioso è passato. Vediamo perché. “L’Europa s’è desta”, ha detto, in italiano, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo in videocollegamento. “Mentre investiamo, dobbiamo anche fare riforme ambiziose“, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue. Next generation Ue “può affrontare le sfide che da tempo pesano sull’economia italiana, e spianerà la strada ad una ripresa economia duratura. Ora sta a voi farlo succedere”, ha chiarito. “Caro presidente Conte, bisogna fare in fretta – ha raccomandato il presidente dell’Europarlamento Sassoli -. Tutti gli indicatori ci riferiscono che la crisi colpirà duramente. Servono riforme strutturali e interventi di sostegno diretto alle persone“, ha aggiunto, ricordando come esempio il reddito minimo vitale deciso dalla Spagna “per sostenere i più poveri. In Europa c’è grande fiducia nel governo italiano”.

Lagarde: “Recovery fund va inserito in riforme strutturali”

“In qualità di responsabili politici, vi incoraggio a non sprecare questa crisi”, è il monito della presidente della Bce Christine Lagarde sottolineando che “la Bce farà la sua parte nell’ambito del suo mandato. Ma spetta a voi dimostrare ai cittadini che le nostre società emergeranno da questa trasformazione più forti e più verdi”. Insomma, “il Recovery fund – ha precisato la numero uno dell’Eurotower – raggiungerà il suo pieno potenziale solo se sarà saldamente inserito in riforme strutturali concepite e attuate a livello nazionale”.

Fmi: “Serve risposta senza precedenti sul fronte fiscale”

Per la direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva, è necessario “dare una risposta senza precedenti”, soprattutto sul fronte fiscale. “Voglio tessere le lodi dell’Italia e di tutti i Paesi che in breve tempo hanno notevolmente aumentato le misure fiscali: fino a 10mila miliardi di dollari fino ad ora, di cui un terzo proveniente dall’Unione europea”, si è congratulata in videoconferenza.

Gentiloni: “Recovery fund deve riportare debito pubblico italiano in discesa”

Il commissario Ue all’Economia, il dem Paolo Gentiloni, in merito al Recovery fund ha chiarito: “So che il governo italiano è pienamente consapevole che non si tratta di spese facili, tesoretti o libri dei sogni ma di un impegno che ci metterà alla prova”. Poi ha precisato: “Il piano di Recovery deve rilanciare la crescita e nel giro dei prossimi anni deve anche riportare il debito pubblico italiano in una traiettoria credibile di discesa“, ha concluso il commissario Ue all’Economia.

Visco: “Pressione fiscale elevata, riformare la struttura della tassazione”

Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha fatto presente che il Paese è effettivamente tartassato: “Ciò che più ci differenzia dalle altre economie avanzate è l’incidenza dell’economia sommersa, dell’illegalità e dell’evasione fiscale, che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata” per chi rispetta “pienamente le regole. Le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che ne derivano si riverberano sulla capacità di crescere e di innovare delle imprese; generano rendite a scapito dell’efficienza del sistema produttivo. Un profondo ripensamento della struttura della tassazione, che tenga conto del rinnovamento del sistema di protezione sociale, deve porsi l’obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi”.

Mattarella: “Proposte portino a risultati concreti”

A sottolineare ciò che più serve adesso all’Italia ci pensa il presidente della Repubblica: “Ben vengano tutte le proposte per sostenere la ripartenza del Paese, purché poi portino a risultati concreti“. Tutti sono chiamati a fare la loro parte, è l’appello di Sergio Mattarella, in un “impegno corale” attraverso il confronto e il dialogo, abbandonando la ricerca di “effimeri interessi di parte”. “L’esplorazione in atto delle proposte di forze economiche, sociali e culturali dell’Italia, in corso a partire da questi giorni – è l’avvertimento del capo dello Stato – deve saper approdare a risultati concreti. Per trarre dalla difficile esperienza vissuta in questi mesi una spinta per recuperare il meglio di noi stessi”.

Michel: “Negoziati su Recovery fund pieni di difficoltà”

A rovinare la festa a Conte ci ha pensato presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: “Vorrei mettere tutti in guardia dal sottovalutare la difficoltà dei negoziati che stanno per iniziare” sul Recovery fund. “C’è ancora strada da fare – ha ammesso -. Come sapete, su vari punti chiave del progetto esistono divergenze significative: sulla dotazione globale, sulla ripartizione tra prestiti e sovvenzioni, sui criteri di distribuzione delle risorse finanziarie, sulle condizioni di assegnazione dei fondi… Ora più che mai, questi negoziati sono irti di difficoltà, poiché costringono tutti gli Stati membri a riconsiderare determinati principi cui sono fedeli da così lungo tempo. Non tutti condividono la stessa interpretazione di cosa sia nel concreto la solidarietà”.

Così, con questo eufemismo, Michel ha ricordato a Conte che ci sono i “falchi del nord” di certo non inclini a condividere debiti con chicchessia, men che mai con gli italiani spendaccioni. Il premier è avvisato.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Dopo il colpo di stato del 1992 sul Britannia e quello del 2011 a cura di Napolitano e Monti adesso questo, e sono 3. Per la terza volta si sta per compiere l’ennesimo crimine, a cura delle solite élite sovranazionali di stampo globalista a spese del nostro povero paese. I risultati saranno i soliti: svendita di quel poco di patrimonio pubblico che resta, taglio di salari e pensioni, tagli a scuola e sanità, prelievi forzosi nei C/C indottrinamento gender nelle scuole, vaccinazione obbligatorie per tutti, soppressione del dissenso e della libertà di parola, e porcherie varie. La soluzione per evitare tutto questo è una e una sola e la conosciamo bene tutti, ma al fine di evitare guai meglio non dire nulla.

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