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Roma, 10 gen – Nessun problema per la richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari. Sono, infatti, stati “ampiamente” rimpiazzati i senatori che avevano ritirato la firma alla richiesta. “Siamo a 71 al momento”, riferiscono all’Adnkronos fonti parlamentari di Palazzo Madama. Superata quindi la soglia minima di 64 senatori per la richiesta del referendum. Fra i neo firmatari vi sarebbero esponenti della Lega e di altre formazioni, che si sono aggiunti agli ex M5S che nelle scorse settimane erano approdati nel gruppo del Senato. Dopo il ritiro di quattro eletti di Forza Italia di area Carfagna e i dubbi di alcuni firmatari dem, sono arrivate le nuove sottoscrizioni. Alle 15.30 in Cassazione i parlamentari presenteranno le loro firme. Tra i nuovi arrivi che si sono aggiunte ci sarebbero quelle dei forzisti Roberta Toffanin e Dario Damiani, vicini a Silvio Berlusconi, irritato per l’iniziativa della Carfagna e a quanto pare sollecitato da Salvini perché richiamasse all’ordine i suoi parlamentari.

Carfagna: “Referendum salva-poltrone”

Per Mara Carfagna “quello sul taglio dei parlamentari è un referendum salva-poltrone. È un vero e proprio trucchetto, che ha come unico obiettivo quello di costringere gli italiani a eleggere nuovamente mille parlamentari, anziché seicento. Per questo ai colleghi senatori che mi hanno chiesto un parere ho detto: ‘non prestatevi a un giochino di Palazzo che screditerà la politica, squalificherà Forza Italia, resusciterà il populismo'”. Intanto il senatore 5S Mario Michele Giarrusso via Facebook fa sapere di aver ritirato in mattinata la sua firma dalla richiesta di referendum: “La mia posizione è stata strumentalizzata da alcuni e travisata da altri. Rimango dell’idea che dare la parola ai cittadini con un referendum confermativo senza quorum – aggiunge -, è una scelta in linea con la nostra storia di impegno per la democrazia diretta. Purtroppo però, queste argomentazioni, non sono state né recepite e né tanto meno comprese”.

M5S: “Aiutino della Lega per tenersi strette le poltrone”

Non hanno resistito alla voglia di tenersi strette le poltrone e a quanto pare è arrivato ‘l’aiutino’ della Lega. Non vediamo l’ora di dare il via alla campagna referendaria per spiegare ai cittadini che ci sono parlamentari che vorrebbero bloccare questo taglio, fermando cosi’ il risparmio di circa 300 mila euro al giorno per gli italiani che produrrebbe l’eliminazione di 345 poltrone”. Così fonti pentastellate attaccano la Lega per aver permesso di raggiungere il quorum.

Certo, da quale pulpito: i giallofucsia sono al governo proprio per aver impedito agli italiani di tornare al voto e sfilargli la poltrona.

Adolfo Spezzaferro

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