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Roma, 28 set – “Tamponi gratis per chi non ha il green pass da metà ottobre“: Matteo Salvini torna alla carica dopo che il governo ha approvato l’obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori dal 15 ottobre. Come è noto, l’esecutivo non ha voluto garantire la gratuità dei tamponi perché ciò avrebbe disincentivato la vaccinazione – che è l’obiettivo finale dell’obligo indiretto via green pass. I tamponi dunque si pagano, a prezzo calmierato. Ora il leader della Lega annuncia che vuole renderli gratuiti.



Salvini: “Nostro obiettivo tamponi gratis per chi non ha il green passa da metà ottobre”

“Il nostro obiettivo da metà ottobre è riuscire a ottenere tamponi rapidi e gratuiti per tutti coloro, lavoratrici e studenti, che non hanno il green pass. Questo è il nostro lavoro”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, a Telelombardia. Salvini fa notare che “ci sono ancora tre milioni di italiani sopra i 50 anni non vaccinati, molti non possono farlo e altri per scelta non vogliono farlo. Non entro nel merito delle loro scelte. Ci sono così dieci milioni di italiani che per necessità o per scelta che non hanno il green pass: non possiamo frustarli o obbligarli, lasciarli a casa senza stipendio. Ci sono 20mila poliziotti che non hanno il green pass. Cosa fai, non li lasci in servizio?” Per uno Stato, fa presente il leader della Lega, “non è logico, non è razionale” impedire loro di farsi i tamponi gratuitamente.

“Riapriamo tutto alla massima capienza”

Salvini interviene anche sull’ok del Cts all’aumento della capienza di cinema, teatri e stadi. “Bisogna aprire tutte le attività. I teatri al 75%? Ma perché? Perché all’80%? Che senso scientifico ha? All’estero sono aperti al massimo della capienza, non ha senso limitare l’accesso con il green pass“. “Apriamoli tutti al massimo della capienza. Che ragionamento scientifico è 75% se il green pass ci tutela?”, ribadisce il leader della Lega. Ora “mancano i locali per giovani, le balere, le discoteche, che possono e devono riaprire come tutti. Se possono andare stasera 4mila persone allo stadio perché non possono andare 400 ragazzi a divertirsi?”, obietta Salvini. “Alla fine poi – sottolinea – ci sono le feste abusive. Poi se uno prende la metro ci sono migliaia di persone che vanno al lavoro nello stesso treno”.

“Caso Schilirò? Diritto a libero pensiero è di tutti”

Ma il leader della Lega si spinge oltre e parlando delle polemiche nate dalla dichiarazioni della vicequestore di Roma Nunzia Alessandra Schilirò dice: “Stiamo vivendo un periodo cupo”. “La violenza – chiarisce a Telelombardia – non è mai giustificabile per giustificare nessuna idea, però il diritto a manifestare la propria idea è di tutti, di studenti, insegnanti, di poliziotti, e pensionati. Il diritto al libero pensiero è per tutti. Stiamo vivendo un periodo cupo”. Salvini chiarisce il concetto: “C’è un pensiero unico dalla mattina alla sera per cui se avanzi una domanda e una richiesta allora sei un delinquente e un no vax. Io ho le mie due dosi ma sui bambini nessuno mi convincerà mai che bisogna obbligarli a vaccinarsi quando altri Paesi non lo fanno. Sulla salute non si scherza”. A tal proposito fa presente che “ci sono cinque milioni di italiani guariti dal Covid, che hanno difficoltà con le vaccinazioni, che non hanno il green pass”.

“Luca Morisi è una bella persona. Disgustato dalla schifezza mediatica”

Infine, Salvini tocca il tasto più delicato: la vicenda del suo ex collaboratore Luca Morisi. L’ex responsabile della comunicazione social del leader della Lega è indagato per presunta cessione di droghe. Salvini si dice “disgustato dalla schifezza mediatica che condanna le persone senza che ci sia un giudice o un tribunale a farlo, prima che sia un giudice a provare qualsiasi cosa. Luca è una bella persona, è un amico che conosco da una vita. Se ha sbagliato utilizzando personalmente sostanze che io combatto e combatterò finché campo”. “In un Paese civile prima di sputtanare, condannare qualcuno si aspetta che sia la giustizia a fare il suo corso“, conclude.

Adolfo Spezzaferro



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