Roma, 25 mag – Dove si era cacciato George Soros? Piuttosto ai margini nel dibattito sulla guerra in Ucraina, è rispuntato ieri come una mirabolante lettera a Mario Draghi. Sì, avete capito bene, il magnate ungherese ha pensato bene di inviare una missiva al premier italiano, annunciandola a margine del World Economic Forum. Appuntamento imperdibile per Soros, classica occasione per ribadire la sua visione del mondo senza confini. Ma cosa ha scritto a Draghi? In estrema sintesi, di spingere sull’acceleratore contro il gas russo.

La lettera di Soros a Draghi

“Penso che Putin sia stato intelligente a ricattare l’Europa con il taglio del gas, ma l’Europa ha in realtà una posizione di maggiore forza” rispetto alla Russia, sostiene Soros. “Putin – si legge nella lettera al primo ministro italiano – sta ovviamente ricattando l’Europa minacciando di trattenere il gas, che ha messo da parte anziché fornirlo all’Europa. Così ha creato una penuria che ha portato a un innalzamento dei prezzi, ma la posizione negoziale di Putin non è forte come sembra, come Putin fa credere. Si stima che per luglio i depositi russi saranno al massimo e l’Europa è l’unico mercato di sbocco per il gas russo. La Russia rischia di dover chiudere 12 mila punti d’estrazione in Siberia”.

Tasse sul gas russo ed elogio al premier italiano

Fin qui, analisi banale e poco più, posto che l’Europa non è “il solo sbocco”. Poi però Soros invita Draghi a schierarsi per imporre tassazioni sul gas russo. Non proprio un embargo dunque, una sorta di sanzione che cozza peraltro con quel libero mercato da lui tanto decantato. “L’Europa si trova quindi in una posizione di vantaggio e dovrebbe imporre una tassa pesante sulle importazioni di gas in modo tale che il prezzo finale che paga il consumatore non vada giù e con quel denaro che guadagna l’Ue può aiutare i poveri e investire in energia pulita”, scrive il “filantropo” ungherese.

E non poteva mancare un elogio a Draghi, che durante un incontro con la stampa a Davos, Soros ha definito il leader “in grado di far avanzare” le posizioni europee, ovvero l’uomo che ha “l’iniziativa, l’immaginazione, l’alta reputazione” necessarie per darsi al braccio di ferro con Mosca. “Non e’ l’unico leader, e in questo momento i politici europei sono in una fase creativa”. Ma adesso per Soros serve “un passo avanti verso un’Europa parzialmente federata, sarebbe un vantaggio enorme”.

Alessandro Della Guglia

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