Roma, 5 set – Ai Cinque Stelle non piaceva proprio il neo ministro dell’Agricoltura. Quando Teresa Bellanova era sottosegretaria al Lavoro nel governo Renzi, ne chiesero infatti le dimissioni. Quella dei pentastellati non era però catalogabile come mera acrimonia, secondo loro la Bellanova era colpevole di aver fatto lavorare in nero per ben 3 anni l’ex addetto stampa del Pd a Lecce. Così un parlamentare M5S, Walter Rizzetto, decise di presentare una mozione in cui chiedeva all’esecutivo “le dimissioni del sottosegretario al lavoro, coinvolta in una vertenza di lavoro in Tribunale con il proprio ex addetto stampa. La richiesta di dimissioni però non nasce dalla vicenda giudiziale in sé, in quanto i fatti dovranno essere accertati dal giudice”.

Secondo Rizzetto, “la posizione del sottosegretario” era “diventata grave per alcune false dichiarazioni pubbliche che ha reso sui fatti che la vedono coinvolta nel contenzioso di lavoro. Infatti, il sottosegretario Bellanova in un’intervista televisiva ha smentito l’esistenza di un trascorso rapporto di lavoro con il presunto addetto stampa e ha negato di avergli sottoscritto una lettera di referenze. Tuttavia, sia l’esistenza del rapporto lavorativo che l’autenticità della firma da lei disconosciuta sono stati dimostrati con l’esibizione pubblica di vari documenti”.  Accuse pesanti e conseguenti richieste di dimissioni che i Cinque Stelle non esitarono a far pervenire al governo.

Dal sindacato alla Fornero


Acqua passata, vecchie ruggini sotterrate sotto le ragnatele delle poltrone giallofucsia. Se vogliamo che parta davvero un governo del cambiamento, dobbiamo in primis cambiare noi, avran pensato in casa Rousseau. Mentre Pd e M5S si scambiano segni di pace (senza rancore) per principiare una nuova era (son giovanotti), han deciso di seppellire l’ascia di guerra. Però, come spesso accade, c’è un però. Al di là di quei presunti rapporti denunziati dai pentastellati di una volta, la carriera del neo ministro dell’Agricoltura è costellata di lodevoli conquiste.

La Bellanova ha iniziato a darsi da fare da giovanissima, distinguendosi come sindacalista della Cgil in Puglia. Un lungo apprendistato che le ha permesso di scalare i più alti gradini dello Stato. Ha fatto valere talmente tanto la sua esperienza nella tutela dei lavoratori che ha pensato bene di culminarla facendo da relatrice alla legge Fornero. Avrà tempo di affinare le sue qualità da ministro dell’Agricoltura, selezionato accuratamente anche dagli ex nemici a Cinque Stelle.

Eugenio Palazzini

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