Roma, 10 dic – Il governo Draghi stanzia un miliardo in più contro il caro-bollette, ma per Cgil e Uil non basta: confermato lo sciopero generale di otto ore del 16 dicembre. Le risorse per ridurre il rincaro delle bollette verranno da un fondo che potrà arrivare a 3,8 miliardi. L’impennata dei prezzi dei beni energetici ha già spinto il governo a intervenire con uno stanziamento di due miliardi nella legge di Bilancio. Ma l’esecutivo intende incrementare ulteriormente la cifra, portando il totale del fondo utilizzato per mitigare gli effetti del rincaro di gas e luce a quota 3,8 miliardi. Ossia quasi la metà di quanto stanziato per ridurre le tasse.

I fondi stanziati dal decreto approvato ieri in Cdm

In attesa dell’avvio dell’operatività legata ai fondi del Pnrr, il decreto approvato ieri in Cdm prevede per il 2021 una serie di anticipi di spesa pari a 3,25 miliardi. Soldi da destinare a misure urgenti in materia finanziaria e fiscale, consentendo così di liberare risorse per il 2022. In pratica, l’aumento per quest’anno di 1,85 miliardi del fondo per l’acquisto di vaccini e farmaci anti-Covid. Nonché l’incremento di autorizzazione di spesa pari a 1,4 miliardi concessa a Rfi-Rete ferroviaria italiana permettono di reperire i fondi per calmierare le bollette. Vengono inoltre stanziati 49 milioni aggiuntivi quest’anno per le forze dell’ordine per lo svolgimento dei maggiori compiti connessi all’emergenza epidemiologica.

Gelmini: “Un miliardo in più contro il caro-bollette. Incomprensibili ragioni dello sciopero”

“Un altro miliardo per calmierare l’aumento delle bollette per cittadini e imprese – sottolinea il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini -. Uno sforzo senza precedenti, che si somma a quelli già effettuati nel corso dell’anno e che consentirà alle famiglie italiane di affrontare con maggiore serenità i mesi che ci attendono”. “E’ dunque ancora più difficile comprendere le ragioni dello sciopero generale“, attacca la Gelmini.

Landini: “Partiti non si rendono conto della reale situazione sociale”

A replicare indirettamente è il leader della Cgil Maurizio Landini. “Ho la sensazione che la maggioranza e il sistema dei partiti non si stanno rendendo conto, e lo dico con giustificato motivo, di quella che è la reale situazione sociale delle persone nel nostro Paese”. Così Landini a L’aria che tira su La7. Una frecciata diretta soprattutto al Pd, che ha preso le distanze dallo sciopero.

Il Garante degli scioperi bacchetta i sindacati

Intanto sullo sciopero del 16 dicembre arriva l’intervento del garante della Commissione di garanzia sugli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli. Il quale bacchetta Cgil e Uil per il “mancato rispetto della regola della rarefazione” e “del periodo di franchigia”. In una delibera chiede loro di riformulare la proclamazione dello sciopero. Sotto accusa le proteste dei vari settori dei servizi pubblici essenziali – dai trasporti alla scuola ai rifiuti – già proclamate a livello territoriale. Viene inoltre fatto presente il divieto di sciopero per i servizi ambientali dal 15 dicembre al 6 gennaio e per le Poste la coincidenza del 16 dicembre con la data di scadenza dell’ultima rata Imu. I sindacati hanno cinque giorni di tempo per adeguarsi alle regole.

La replica di Cgil e Uil: “Sciopero sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme”

Ma dal canto loro Cgil e Uil confermano la protesta “garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali”. “Le nostre proposte il governo le conosce da tempo” e “non abbiamo proclamato lo sciopero a prescindere o contro qualcuno. Lo abbiamo proclamato per portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo”, ribadisce Landini ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1. “Noi i segnali li abbiamo dati, è da mesi che chiediamo un confronto su queste cose”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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