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Bruxelles, 7 mag – Nella Ue è scontro sui vaccini: l’annuncio del presidente Usa Joe Biden di sospendere i brevetti su quelli anti-Covid è stato accolto con favore da Francia e Italia ma bocciato dalla Germania, che va in difesa delle big pharma. E’ in un clima di tensione quindi che i leader europei torneranno a vedersi in presenza ad Oporto, in Portogallo, in occasione del social summit e del Consiglio informale Ue, convocato dal primo ministro portoghese, Costa. Il tema centrale è l’inclusione sociale ma ovviamente si parlerà anche di lotta alla pandemia e di vaccini.



L’annuncio di Biden di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid spacca la Ue

L’annuncio del presidente Usa di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid per aumentarne la produzione a favore dei Paesi poveri, è stato salutato come una svolta epocale dalla solita Oms. Ma anche dalla Francia e (con meno entusiasmo) dal premier Mario Draghi, così come dalla Russia. Mentre la Ue si è detta pronta a discuterne. A fare muro invece è la Germania. Per la cancelliera Angela Merkel la sospensione dei brevetti creerebbe “gravi complicazioni”. Parole che ovviamente trovano il plauso delle case farmaceutiche che producono i vaccini – a partire dalla tedesca BioNTech, che lo produce insieme a Pfizer. Intanto i titoli delle big pharma sono stati penalizzati in Borsa. “Il fattore limitante per quanto riguarda la realizzazione dei vaccini sono le capacità produttive e gli alti standard qualitativi richiesti, non i brevetti“, chiarisce una portavoce del governo tedesco. “La protezione della proprietà intellettuale è fonte di innovazione e dovrà rimanerlo anche in futuro”, spiega.

Commissario Ue Salute: “Aperti a dialogo ma Usa sblocchino export vaccini”

La capacità produttiva mondiale, a sentire le big pharma, è già al limite e le stesse aziende hanno firmato centinaia di accordi di licenze volontarie per aumentarla. Dal canto suo, il commissario Ue alla Salute Stella Kyriakides conferma che “siamo pronti a discutere tutte le proposte per affrontare questa crisi in modo pragmatico. Ma per il momento, essendo noi una regione che esporta vaccini su vasta scala, ci teniamo a sottolineare che è importante assicurare che i farmaci raggiungano ogni angolo del mondo il più presto possibile. Per questo chiediamo agli altri Paesi che producono vaccini di consentirne l’esportazione e di evitare misure che possano danneggiare le catene di approvvigionamento”. Un invito ovviamente rivolto agli Stati Uniti, che sblocchino l’export dei vaccini. La Ue, spiega la Kyriakides in una intervista alla Stampa, “ha sostenuto un approccio multilaterale per assicurare la fornitura di vaccini ovunque ed è per questo che siamo stati i principali promotori di un’accelerazione attraverso il programma Covax. Siamo il primo donatore in termini di esportazioni verso gli altri Paesi. Abbiamo esportato 200 milioni di dosi”.

Macron “del tutto favorevole” alla proposta di Biden

C’ da dire che la Commissione Ue e gli Stati membri – ma anche gli stessi Stati Uniti – avevano sempre bocciato la possibilità di sospendere i brevetti. Ora, dopo la mossa di Biden (in un clima di rinnovata intesa, si fa per dire), la presidente della Commissione Ursula von der Leyen annuncia che è disposta a discuterne. A maggior ragione che l’amministrazione Usa è impegnata “attivamente” in questo senso nei negoziati in corso alla Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. Il primo a dirsi “del tutto favorevole” è stato il presidente francese Emmanuel Macron. A sostegno della nuova linea anche Spagna e Italia.

Draghi: “Vaccini bene comune globale. Abbattere ostacoli”

Per Draghi, che è più cauto di Macron (infatti non menziona i brevetti), “i vaccini sono un bene comune globale. E’ prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali“. Apertura anche da parte del presidente russo Vladimir Putin: “La Russia sosterrà questo approccio“. I leader Ue discuteranno dunque per la prima volta oggi la nuova linea sui brevetti da tenere alla Wto, che sarà presa a maggioranza qualificata. Non sono previste decisioni. Restano comunque perplessità circa i tempi lunghi richiesti da una modifica dei trattati del Wto e la necessità di aumentare immediatamente la produzione e l’esportazione dei vaccini per aiutare i Paesi più deboli.

Dietro il “nein” della Merkel c’è pure la campagna elettorale

Ma il muro della Germania complica ulteriormente il quadro. A quanto pare, dietro il no della Merkel c’è ovviamente la difesa del brevetto della BioNTech. Ma anche e soprattutto la campagna elettorale in vista del voto di settembre. Una sorta di ultimo colpo di coda della cancelliera. Ciononostante Draghi e Macron oggi proveranno a convincere la Merkel, che partecipa al summit di Porto in videoconferenza, sulla necessità di concordare subito un profilo comune. Una posizione condivisa da portare anche al vertice mondiale sulla salute che si terrà a Roma il prossimo 21 maggio con l’Italia presidente di turno del G20.

E’ in gioco l’influenza della Cina sull’India (e i rapporti Berlino-Pechino)

Ma a quanto pare non sarà facile convincere la Merkel: è in gioco il ruolo strategico della Germania rispetto all’Asia (e ai suoi rapporti con Pechino). Sì perché la mossa di Biden serve per ridimensionare l’influenza della Cina, soprattutto sull’India, in piena emergenza Covid. In effetti l’apertura di Biden sulla condivisione dei brevetti, per adesso solo a parole, risponde però alla richiesta avanzata da India (e Sud Africa, a cui guarda sempre la Cina) in sede Wto. Obiettivo dunque aiutare l’India e sottrarla alla sfera di Pechino.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Il brevetto, tra le altre cose, protegge dal rischiare lavoro, tempo e denaro sull’ altare dei più potenti parassiti che senza nulla fare ti vengono a rimorchio e ti bruciano sul mercato. Questo in linea teorica.
    In pratica le cose vanno parecchio diversamente perché sui brevetti ci lucrano non poco e capitano pure delle infiltrazioni anche nelle fasi brevettuali pre, durante e post assolutamente scorrette. Complici funzionari idioti o in malafede, complici ripeto.
    Qui siamo anche davanti ai nuovi vaccini, brevetti critici, discutibili e per una forzata, nei tempi e nei modi, introduzione nella sanità pubblica. Complesso davvero a mio avviso, schierarsi da una parte o dall’ altra, senza sapere i termini del brevetto, le scadenze, le nazioni stabilite, i costi sostenuti. E la bontà del prodotto!!
    Non è una difesa delle BigPharma, dalle quali più siamo capaci di stare lontani meglio è, ma porre dei dubbi sulla dualità in divenire.
    Le nazioni forti di know-how, tra le quali il Giappone (similmente ai tedeschi) tendono a star fuori dall’ appiattimento in ricerca e sviluppo. Dovrebbe essere così anche per gli Usa, Russia, GB, Francia e Italia.
    Gatta ci cova, anche perché gli indiani asiatici se ne fregano come popolo, sono senz’altro meno manipolabili dei cinesi, eppure tutti si interessano “eticamente” anche a loro spostando il tiro dove c’è la quantità.

  2. Togliere i brevetti per aumentare la produzione non ha senso.
    La capacita produttiva del vaccino dipende da infrastrutture e personale altamente qualificato che non si possono creare in breve tempo.

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