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Roma, 9 feb – Vaccini, scuola, crescita e tre grandi riforme – pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco: sono questi i cardini del programma di governo “convintamente europeista e atlantista” di Mario Draghi. Nel secondo giro di consultazioni il premier incaricato ha iniziato a parlare del suo programma e subito appare evidente che non intende governare a tempo, per portare il Paese alle elezioni anticipate. Le riforme annunciate infatti richiedono un orizzonte temporale di ampio respiro.

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Le cinque emergenze nel programma di Draghi

Sono cinque le emergenze individuate dall’ex presidente della Bce nel suo programma: ambientale, sanitaria con la campagna vaccini da accelerare, quella del lavoro con la “tutela” di chi resta senza, delle imprese (e anche un aiuto alle banche) e la scuola, con lezioni anche a giugno per recuperare il terreno perso. Le riforme ovviamente sono passaggi obbligati per gestire al meglio i 209 miliardi Ue del Recovery fund.

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Oggi Draghi chiude le consultazioni. Ancora nessuna anticipazione sulla squadra di governo

Ancora nessuna anticipazione invece sulla composizione delle squadra di governo. Anche perché non si fanno nomi durante le consultazioni con i gruppi parlamentari. Questi dunque i passaggi verso la nascita del governo. Oggi Draghi incontrerà i principali partiti (qui il calendario delle consultazioni). Domani vedrà le parti sociali e gli enti locali. Giovedì dovrebbe dunque salire al Colle per sciogliere la riserva. Nel frattempo i 5 Stelle faranno votare “sì” o “no” all’ingresso del M5S nel governo Draghi agli iscritti sulla piattaforma Rousseau. A seguire, forse venerdì, giuramento del governo nelle mani del presidente Mattarella e fiducia in Parlamento (si parte dal Senato) lunedì o martedì prossimi.

La priorità è la campagna vaccinale, che va potenziata

Tornando al programma, si parte dalla campagna vaccinale, definita dal premier incaricato come “l’emergenza più imminente” per riprendere lavori e consumi. La vaccinazione dunque va potenziata, intervenendo sia sulla logistica che sulla produzione. Obiettivo: raggiungere la cosiddetta immunità di gregge più rapidamente possibile. Draghi ha citato l’immunizzazione di massa attuata in tempi record nel Regno Unito, dove risultano già messi in sicurezza 11 milioni di cittadini, contro soltanto 1,1 milioni in Italia.

A seguire va affrontata l’emergenza economica e del lavoro

Dopodiché va affrontata l’emergenza economica che “riguarda soprattutto il lavoro”. Draghi ieri parlando con i piccoli partiti avrebbe detto che “si aspetta una ripresa ma che sarà molto lenta” e quindi, avrebbe aggiunto, occorre “tutelare le persone che non avranno il lavoro”, questo significa che con la fine del blocco dei licenziamenti ci saranno formule di sussidio. Secondo quanto riferito da chi era presente alle consultazioni, il premier incaricato “ha parlato molto dell’ambiente, del lavoro e delle imprese e lì ha detto che bisogna evitare di erogare contributi a fondo perduto, ma bisogna finanziare le imprese per consentire a loro di poter riprendere l’attività una volta superata la crisi”.

A scuola fino alla fine di giugno: gli studenti hanno perso troppi giorni

Neanche a dirlo, poi, l’ex numero uno della Bce avrebbe anticipato che ci dovrà essere “qualcosa anche per le banche”, fortemente indebitate. Altro punto su cui Draghi ha insistito facendo riferimento alle sue preoccupazioni per i ragazzi è quello della scuola. Il premier avrebbe sottolineato innanzitutto la necessità di una riorganizzazione del calendario scolastico: i ragazzi hanno perso troppi giorni. Pertanto si pensa all’allungamento di un mese del calendario scolastico, fino a fine giugno. Secondo punto, il potenziamento del corpo docenti con l’obiettivo di arrivare preparati alla ripresa di settembre. Bisogna dunque assumere i prof necessari per evitare che ci siano cattedre vacanti e che gli studenti riprendano la scuola senza avere ancora i professori assegnati.

Apertura dei cantieri per creare nuovi posti di lavoro

Infine, infrastrutture e l’apertura dei cantieri con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Infine, come abbiamo detto, il governo Draghi dovrà lavorare a “tre grandi riforme: pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco”. Riforme che poi sono “quelle che ci chiede la Commissione europea” – come ha riportato la Bonino di +Europa – per poter spendere i miliardi del Recovery fund.

Adolfo Spezzaferro

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