Roma, 20 mar – Il neosegretario del Pd Nicola Zingaretti, nonché presidente della Regione Lazio, è indagato per finanziamento illecito. A rivelarlo è un’inchiesta dell’Espresso relativa a un’indagine più ampia che riguarda politici (tra cui anche Silvio Berlusconi), magistrati e giudici del Consiglio di Stato. A scoperchiare il vaso di Pandora sono state le dichiarazioni di due avvocati siciliani, Piero Amara e Giuseppe Calafiore. I due, arrestati nel febbraio del 2018 per corruzione in atti giudiziari, un mese fa hanno patteggiato. Ciò nonostante, i loro interrogatori stanno continuando ad alimentare le indagini delle Procure di Roma e Messina.

Zingaretti nel mirino

Secondo quanto riporta l’Espresso, il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Stefano Fava hanno inserito Zingaretti nell’elenco degli indagati sulla base delle rivelazioni di Calafiore. Interrogato dagli inquirenti, lo scorso luglio Calafiore si era soffermato sulle attività di Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. In pratica, Centofanti sarebbe stato in affari con l’altro avvocato arrestato, Amara, e avrebbe intrattenuto buoni rapporti anche con Zingaretti.

Il presunto finanziamento

«Centofanti è un lobbista che a Roma è dotato di un circuito relazionale di estrema importanza: magistrati, politici, appartenenti al Consiglio superiore della magistratura», ha dichiarato Calafiore a verbale. Che continua: «Peraltro lui era sicuro di non essere arrestato perché riteneva di essere al sicuro in ragione di erogazioni che lui aveva fatto per favorire l’attività politica di Zingaretti». Alla domanda se si trattasse di erogazioni lecite, Calafiore ha risposto così: «Assolutamente no, per quanto egli mi diceva. Non so con chi trattava tali erogazioni. Lui mi parlava solo di erogazioni verso Zingaretti. Mi disse che non aveva problemi sulla Regione Lazio perché Zingaretti era a sua disposizione. Me lo ha detto più volte, prima della perquisizione».

Le reazioni

Di questi presunti finanziamenti illeciti, tuttavia, non vi è traccia. Almeno per ora. In ogni caso, lo stesso Zingaretti ha commentato la notizia dicendosi «estremamente tranquillo» in quanto «forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro». «Mai nella mia vita – ha proseguito – ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità». Il segretario del Pd ha deciso di rilasciare queste dichiarazioni in seguito gli attacchi mossigli da parte del M5S, non appena era stata divulgata l’inchiesta dell’Espresso. Tuttavia, non è escluso che il giustizialismo pentastellato, lesto a condannare Zingaretti, si raffredderà ben presto, ora che il grillino Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, è stato arrestato per corruzione nell’indagine sul nuovo stadio della Roma.

Elena Sempione

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