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Roma, 15 gen – Tre regioni tornano in zona rossaprovincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilianove le regioni arancioni: lo stabilisce la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Sulla base dei dati e delle indicazioni della cosiddetta cabina di regia, il titolare del dicastero della Salute firmerà nelle prossime ore l’ordinanza che sarà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Niente riapertura delle scuole superiori (fissata al 18 gennaio) quindi per chi torna in zona rossa. Si registra un peggioramento quindi, rispetto all’ordinanza della settimana scorsa. Dovuto ovviamente ai nuovi parametri per le fasce di rischio, secondo cui è più facile finire in zona arancione.



Nove regioni arancioni, tra cui il Lazio

Finiscono in area arancione Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano ancora in arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. Sono sei invece le regioni che restano in zona gialla: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.

Inaspriti i parametri per le fasce di rischio

Il governo giallofucsia, all’indomani del lockdown natalizio di 10 giorni in zona rossa, a fronte di una Italia verso la zona gialla ha inasprito i parametri delle fasce di rischio per limitare gli spostamenti. Ora con Rt 1 o con un livello di rischio alto o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in zona arancione, con Rt a 1,25 invece si finisce in zona rossa.

Divieti e restrizioni fino al 5 marzo

Con le nuove fasce di rischio si completa il quadro delle nuove restrizioni imposte agli italiani fini al 5 marzo. In questi giorni infatti sono stati approvati il nuovo Dpcm e un decreto legge che prorogano lo stato di emergenza fino al 30 aprile e stabiliscono regole e divieti. Niente spostamenti tra regioni anche se in zona gialla fino al 15 febbraio, impianti da sci chiusi fino alla stessa data. Palestre, piscine, cinema e teatri chiusi invece fino al 5 marzo. Divieto di asporto per i bar a partire dalle 18. Coprifuoco dalle 22 alle 5 e obbligo della mascherina, anche all’aperto.

Fontana contro il governo: “Zona rossa punizione che la Lombardia non si merita”

Intanto la Lombardia si scaglia contro il governo. La zona rossa, afferma il governatore Attilio Fontana, “è una punizione che la Lombardia non si merita”. Il leghista spiega: “Ho fatto presente a Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri”. Fontana è convinto che il ministero della Salute deve rivedere la sua decisione, “perché oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri. I cittadini si sono comportati tutti molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante”. “Il vero problema – fa presente il governatore lombardo – è che il conteggio dell’Rt è una cosa estremamente opinabile e poi si riferisce a dati vecchi e se c’è stata un’evoluzione, di questa non si tiene conto. Io sono molto cauto nella valutazione dei dati ed epidemiologica, ma onestamente credo che la Lombardia non si meriti il rosso”.

Adolfo Spezzaferro



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