Roma, 23 dic – C’è uno strano rapporto che lega i 5 Stelle e il loro garante, Beppe Grillo, alla Cina. Tanto che il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha effettuato un palese endorsement per il colosso Tlc Huawei sul fronte della connessione 5G, nonostante l’allarme lanciato dal Copasir. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica pochi giorni fa ha messo in guardia dall’affidarsi alle cinesi Huawei e Zte, vista la concreta possibilità che il governo di Pechino possa spiare e controllare le tecnologie delle aziende. E quindi potrebbe fare lo stesso nella rete ad alta velocità italiana. Per la stessa ragione, per esempio, in questi giorni la cancelliera Angela Merkel ha bloccato un accordo tra Deutsche Telekom e Huawei. Eppure il grillino Patuanelli oppone al parere del Copasir una questione di soldi: “Huawei offre le soluzioni migliori ai prezzi migliori“. E quanto alla sicurezza, il ministro dello Sviluppo economico minimizza l’allarme del Copasir, sostenendo che basterebbe la nostra normativa, che “garantisce la sicurezza nazionale”, a disinnescare il rischio di affidare una tecnologia strategica per le comunicazioni ad aziende “indirettamente collegate alle istituzioni del loro Paese”, come fatto presente nella relazione del Copasir.



Zingaretti (a sorpresa): “Va garantita la nostra sovranità”

La presa di posizione di Patuanelli ha indignato l’opposizione, ma ha preoccupato anche gli alleati dei 5 Stelle. “Il tema del digitale è una grande fase che ci proietta nel futuro, le preoccupazioni del Copasir vanno prese in seria considerazione“, ha commentato il segretario del Pd Nicola Zingaretti intervenendo a Mezz’ora in più. “Se c’è un pericolo per la nostra sovranità – ha proseguito a sorpresa il governatore dem del Lazio – bisogna riflettere per garantirla“. Secondo il numero uno del Pd, infatti, “un governo serio deve verificare questi timori e deve mettere al primo punto la sicurezza nazionale”. Inaccettabile dunque la posizione di Patuanelli, come ha fatto presente il leader dem: “Ha detto che non c’è alternativa ma un Paese come l’Italia non può dire questo”.

La denuncia dell’opposizione: “Si parla di mercato di fronte a una dittatura comunista”

Sul fronte dell’opposizione, il presidente della commissione Telecomunicazioni alla Camera, il leghista Alessandro Morelli, ha denunciato la “superficialità” di Patuanelli “su un tema fondamentale come la sicurezza nazionale”. “Si parla di mercato di fronte a una dittatura comunista, la cosa farebbe sorridere se non fosse pericolosa“, ha sottolineato Morelli, insistendo: “Essere soggetti allo spionaggio altrui comandato addirittura da un governo straniero è una gravissima azione contro gli interessi nazionali. Se questo non è stato compreso lo spiegheremo, se ci sono interessi differenti – è la grave conclusione del leghista – significa essere traditori del Paese“.

Urso (Copasir): “Temo che Patuanelli non abbia letto l’intera relazione”

Parole dure anche dal vicepresidente del Copasir Adolfo Urso, senatore di FdI, che si è detto “dispiaciuto” del fatto che Patuanelli non abbia tenuto conto delle osservazioni del comitato contenute nella relazione. “La questione è di competenza di Patuanelli – ha fatto presente Urso – che temo non abbia letto l’intera relazione”.

In definitiva, posto che il governo dovrebbe tenere conto del parere del Copasir e comportarsi come quello tedesco, il punto è che la sicurezza nazionale, la protezione dei dati personali – che potrebbero finire nelle mani di Pechino – vengono prima di un qualsiasi discorso di soldi. Ma le frequenti visite di Grillo all’ambasciata cinese lasciano un profondo sospetto su tutta la vicenda.

Adolfo Spezzaferro

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