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Roma, 5 mar – Renzi si è dimesso dalla guida Pd. La decisione, ventilata dai media e poi smentita in mattinata dal portavoce, è stata confermata oggi dall’ex premier. Il tonfo subito dal Partito Democratico e dalla sinistra tutta non poteva evidentemente che portare a questo annuncio. “Come sapete e come è doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che si tratta di una sconfitta netta, una sconfitta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Pd”. Lo ha detto Matteo Renzi al Nazareno, annunciando le dimissioni da segretario del Partito Democratico. “Avevamo detto no a un governo con gli estremisti, non abbiamo cambiato idea”, ha aggiunto.
Il dato di fatto però è che in generale il Pd difficilmente potrà far parte del futuro governo, ammesso che qualcuno riesca sul serio a formarlo un governo. Renzi aveva inizialmente escluso di mollare la segreteria ma con il passare delle ore e con il Pd che si è attestato ai minimi storici, non ha potuto che ammettere il flop. “È ovvio che io debba lasciare la guida del Partito Democratico – ha specificato Renzi – noi abbiamo compiuto errori: il principale è stato non capire che è stato un errore non votare in una delle due finestre del 2017 in cui si sarebbe potuta imporre una campagna sull’agenda europea”.
L’ormai ex segretario del Pd ha poi puntualizzato: “L’altro errore è stato essere stati in campagna elettorale fin troppo tecnici, non abbiamo mostrato l’anima delle cose fatte e da fare”. Preso atto della sconfitta e parzialmente degli errori commessi, Renzi si è poi lasciato andare al piagnisteo, sottolineando che da Salvini e Di Maio lo separano tre elementi: “Il loro antieuropeismo, l’ antipolitica e l’utilizzo dell’odio verbale. Se siamo mafiosi, corrotti, impresentabili, con le mani sporche di sangue, sapete che c’è? Fate il governo senza di noi, il nostro posto è all’opposizione”.
Eugenio Palazzini



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7 Commenti

  1. renzi non si è dimesso.
    resta presidente del pd fino alla formazione del governo.
    si dimetterà e indicerà primarie subito dopo; per cementare il partito ed evitare il sostegno da parte della sinistra a un governo m5s.
    ad esempio, parlasi di emiliano e della sua vicinanza ai grillini…

  2. ..Renzo si dimette…..a proposito di barzellette….
    Due comunisti si ritrovano, come tutte le sere, alla sezione del partito. Il primo chiede all’altro:”Se tu possedessi due palazzi  nel centro storico, che cosa ne faresti?” Il secondo, prontamente:”Ne donerei subito uno al partito!” L’altro insiste:”E se avessi due appartamenti?”Uno a me e uno al partito!”E se avessi due barche a vela?”Una a me e una al partito!”E se avessi due Ferrari?”Una a me una al partito!”E se avessi due biciclette?”Ah, no, quelle no, ce le ho veramente………
     

  3. Ma magari ci fosse un governo M5S-Lega! Almeno la loro ipocrisia sarebbe sotto gli occhi di tutti e crollerebbero più che mai.
    Ma tanto io sento l’odore di M5S-PD: la fine

  4. Attenzione: questi sono tutt’altro che morti. Finiranno solo quando morirà il mostro atlantico di cui sono gli inservienti (come un tempo lo furono dell’Urss..)!
    E se ci mettiamo che molti di loro sono confluiti nel m5s, come dovremmo leggere le percentuali??
    Hanno voglia di facce nuove, questo sì, ma guai a darli per morti!

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