Roma, 24 mag – A due giorni dalle Europee, il governo gialloverde è diviso su tutti i fronti e messo in stand-by dalla campagna elettorale. I continui botta e risposta tra il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5S Luigi Di Maio alimentano la tensione, senza esclusione di colpi. Con il risultato che i decreti in cantiere sono tutti slittati e che gli italiani debbono augurarsi che dopo il voto, l’esecutivo o riprenda a fare il suo lavoro oppure decida di che morte morire.

Salvini: “Non so se Di Maio ha nostalgia di Renzi e Gentiloni”

“Non so se Di Maio ha nostalgia di Renzi e Gentiloni, basta che lo dica. Questo è il primo anno da tantissimi anni in cui ci sono il doppio delle espulsioni rispetto agli sbarchi. Se gli italiani mi danno forza, i porti chiusi dall’Italia li porto in tutta Europa perché in Italia e in Europa entra chi ha il permesso, gli altri se ne stanno a casa“. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, ai microfoni del Gr1 Rai, torna sulla questione immigrazione in chiara polemica con l’alleato. Dal canto suo, il vicepremier pentastellato lancia la bordata: “A breve Matteo e Juncker si daranno la mano, non sono incompatibili: Orban, Le Pen e Juncker dicono la stessa cosa sia sull’immigrazione che sull’austerity”.

Il titolare del Viminale: “Semplifichiamo la burocrazia”

Ma è sull’abolizione del reato di abuso d’ufficio, che in questi giorni sta acuendo lo scontro in seno alla maggioranza, che il leader della Lega calca la mano: “Corrotti e delinquenti devono andare in galera, ma l’Italia ha bisogno di lavorare. Semplifichiamo le leggi e la burocrazia”.

La replica di Di Maio: “La Lega vuole una legge ad partitum

“Qualcuno pensa che da lunedì cambi tutto da un punto di vista dei rapporti. Per me questo governo deve andare avanti ma se un ministro dice ‘aboliamo il reato di abuso d’ufficio’ e ha il governatore della Lombardia che è indagato per abuso d’ufficio, qui siamo per tornare all’epoca della leggi ad partitum. Prima erano ad personam adesso si vogliono fare ad partitum“. Risponde per le rime il vicepremier Di Maio ad Agorà su Raitre. “Noi abbiamo una priorità in Italia che si chiama corruzione. Dalla Lombardia alla Sicilia in due settimane abbiamo assistito a inchieste in quattro Regioni, per appalti e Sanità. Cambiare l’abuso d’ufficio? – chiarisce il capo politico dei 5 Stelle – Non c’è nel contratto di governo, poi se è il presidente dell’Anticorruzione a chiederlo affrontiamo il tema“.

Tutto rimandato a lunedì

“Non vedo l’ora che arrivi lunedì, che i toni si abbassino e che tanti no elettorali si trasformino in sì, perché con i no l’Itala non parte”, è l’auspicio di Salvini. E a chi gli chiede perché Giorgetti parla di stallo? “Perché negli ultimi tempi è arrivata tutta una serie di no. Mi auguro che da lunedì si trasformino in sì“. Stesso tono per Di Maio: ”Spero che nella Lega da lunedì possano avere delle posizioni più ragionevoli su alcuni temi. Perché qui tutto è iniziato quando abbiamo chiesto la rimozione del sottosegretario Siri indagato per corruzione. E’ da allora che è aumentata la tensione. Ma addirittura attaccando il presidente del Consiglio”, spiega il ministro dello Sviluppo economico.

Adolfo Spezzaferro

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