Roma, 13 apr – Per Alitalia “tutto sta andando per il meglio, nei prossimi giorni avremo buone notizie“. Così il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, cerca di infondere ottimismo sul salvataggio della fu compagnia di bandiera, che va per le lunghe (scatenando le ire di sindacati e opposizione). “Serve prudenza – ha aggiunto il vicepremier – credo che sia i commissari, sia l’ad di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti, stiano facendo un lavoro molto, molto attento, con l’obiettivo di rilanciare Alitalia”. Il capo politico del M5S è convinto che “il lavoro che stanno facendo gli amministratori straordinari, quindi i commissari, Ferrovie con Delta per il nuovo impianto industriale e le manifestazioni d’interesse che stanno arrivando per ora informali dimostrano che è una compagnia competitiva“.

Nazionalizzazione sì o no?

A noi serve stare come Stato all’interno di quella compagnia. E’ un’operazione di mercato ma è fondamentale esserci non solo per i livelli occupazionali ma per la strategia turistica dei prossimi 15 anni perché tante compagnie aeree europee hanno dentro lo Stato proprio perché grazie ai rapporti tra governi riescono ad aprire nuove rotte e oggi la differenza la fa la capacità di poter gestire le rotte anche con politiche di stato in compartecipazione con l’azienda”. Così Di Maio rilancia la sua idea di semi nazionalizzazione della compagnia. “Per Alitalia sia come brand sia come compagnia c’è un grande interesse a livello mondiale da parte di player importantissimi come Delta”, ha detto ancora il vicepremier, che in merito alla compagine azionaria ha aggiunto: “Aspettiamo il piano industriale perché per me tutto sta andando bene e spero di essere l’ultimo ministro ad occuparsi della crisi di Alitalia“.

Opposizione all’attacco

L’incapacità di Luigi Di Maio ad affrontare il rilancio di Alitalia ormai pare condivisa anche dal governo e il presidente Conte sta per prendere in carico il dossier”. E’ lapidario il responsabile industria di Forza Italia, Maurizio Carrara, con un punto di vista opposto alla “narrazione” del vicepremier. “I commissari che stanno guidando Alitalia – ha spiegato il deputato di FI – sono sempre più preoccupati sia per le difficoltà di Fs, tirate in ballo dal ministro dello sviluppo economico, a trovare un partner industriale che compri il 40% sia per la scadenza del prestito ponte. Ad aver raffreddato l’interesse delle imprese ha inciso di sicuro anche la nazionalizzazione imposta da Di Maio che allontana da scenari di mercato il futuro corso della newco. Ancora una volta l’inadeguatezza del leader M5s, nei due importanti dicasteri di cui è a capo, sta facendo perdere un’altra opportunità di rilancio del Paese”, è la critica di Carrara.

L’ultimatum dei sindacati

“Continua il teatrino delle dichiarazioni ma la realtà è l’assenza di convocazioni e comunicazioni formali da parte del governo“. E’ l’allarme del segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, secondo il quale “questa situazione è diventata inaccettabile”.”Dopo quasi due anni di amministrazione straordinaria – evidenzia il segretario nazionale della Filt – i rappresentanti dei lavoratori sono stati convocati solamente tre volte, nonostante fosse stato promesso un tavolo”. Poi l’ultimatum: “Se non uscirà, come promesso, entro fine aprile, il piano industriale di crescita e sviluppo, nel quale anche il Governo dovrà essere parte attiva – ha avvertito il dirigente nazionale della Filt Cgil – sarà inevitabile la mobilitazione di 24 ore di tutti i lavoratori di Alitalia e dell’indotto“.

Ludovica Colli

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