Roma, 12 ago – Dopo giorni frenetici di dichiarazioni, trattative, ipotesi di voto immediato o inciuci che prendono più o meno quota, oggi inizia il percorso istituzionale della crisi di governo. I giochi si aprono in Senato, con la conferenza dei capigruppo convocata oggi per le ore 16. La battaglia politica si gioca sul calendario: se tra i capigruppo non si dovesse raggiungere un accordo all’unanimità sulla data di convocazione dell’Aula l’iniziativa potrebbe passare nelle mani della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che secondo alcune ricostruzioni potrebbe decidere di convocare l’Aula per domani sera. In realtà i senatori verrebbero convocati per decidere sulle tempistiche della convocazione per discutere la mozione di sfiducia. Una possibilità che non piace alle opposizioni, che la giudicano una soluzione favorevole a Salvini, ma che la Casellati rivendica citando il regolamento.

Di Maio dà del traditore a Salvini

Nel frattempo questa mattina si sono riuniti alcuni gruppi parlamentari. Tra questi anche quello dei 5 Stelle, con Luigi Di Maio che ha annunciato che chiederà le dimissioni dei ministri della Lega. “La Lega faccia dimettere tutti i suoi ministri da questo governo. I ministri della lega dovrebbero votare contro se stessi”, è la posizione del capo politico 5 Stelle. Di Maio non perde occasione per ribadire la vicinanza del Movimento al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e per accusare Salvini di tradimento. “Noi saremo al fianco di Giuseppe Conte. Ha il diritto di presentarsi alle Camere per dire quello che abbiamo fatto, quello che potevamo fare e che non faremo. Ci devono guardare negli occhi. Salvini non ha tradito il movimento o Conte, ma milioni di italiani a cui per 14 mesi aveva detto che non guardava i sondaggi. Ha tradito il contratto di governo per i suoi interessi”.

Di Maio poi si appella anche al presidente della Repubblica: “Ai cittadini viene scaricata addosso la preoccupazione non delle elezioni ma di una crisi che colpirà misure per loro importanti. Ma Mattarella è l’unico che decide se e quando andare a votare”. Contro Salvini si schiera anche la pasionaria pentastellata Paola Taverna: “È una crisi totalmente incentrata sull’egocentrismo del ministro Salvini che vuole tornare alle urne; la trovo di un cinismo pazzesco”, ha detto la vicepresidente del Senato.

La strategia di Pietro Grasso

Intanto tra le varie alchimie politiche per mettere i bastoni tra le ruote a Salvini c’è chi sta prendendo in considerazione l’ipotesi messa in campo dall’ex presidente del Senato, Pietro Grasso. “Se Cinque Stelle, Pd e Misto sono scaltri, Salvini non potrà vincere questa partita e umiliare il Parlamento col suo 17% di voti. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla”, si legge sul post su Facebook del senatore di LeU. “Basterà contarsi prima: se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22). Se invece sono di più, semplicemente se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l’Assemblea. In questo modo Salvini, ogni giorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione, per ora”.

Davide Di Stefano

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