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Milano, 12 mag – Gli sfregi dei soliti imbecilli “antagonisti” hanno fatto il solletico alle Penne nere. Oggi a Milano è partita in orario la parata degli Alpini, momento chiave della grande festa per i cento anni della fondazione dell’Ana. Un centenario a testa alta che ci ricorda oggi più che mai quanto non fu vano il sacrificio dei nostri nonni che combatterono, vincendola, la Grande Guerra.



Le Penne nere furono tra i principali, eroici, protagonisti di quegli anni. Oggi come nel 1919 qualcuno vorrebbe negarne il tributo di sangue e lo straordinario esempio, vorrebbe sputare sull’identità nazionale e fare carta straccia della patria per cui i nostri nonni combatterono senza indugio e senza alcuna retorica da quattro soldi. Quella, oggi come allora, gli Alpini la evitano, lasciandola ai detrattori senza patria. Ecco quindi che da due giorni a Milano c’è un’invasione più che gradita, tra musica, canti e tricolori ovunque.

Un’emozione pura e semplice

Non è una semplice atmosfera di festa, non è soltanto una parata gioiosa. Al di là degli stucchevoli commenti di circostanza da parte di alcuni rappresentanti istituzionali che in realtà vorrebbero assistere a ben altre sfilate e perseguono sistematicamente politiche anti-nazionali, c’è un popolo intero che si emoziona ogni volta che assiste a questi eventi. E’ forse inspiegabile, come inspiegabile è qualunque sentimento puro e semplice.

E’ la radice che non si cancella e che non ha bisogno di elucubrazioni inutili. E‘ una musica, a volte silenziosa, che scorre nelle vene di tutti noi. E’ l’Italia signori, quella nazione fatidica che nonostante tutto e tutti, non muore mai. Viva le Penne nere dunque, simbolo di forza e coraggio imperituri. Centinaia di questi anni.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. .. è la “resistenza”dei “Baby partigiani”…che cantano una ” bella ciao” che non è autentica….musica probabilmente di origine ebraica, parole del pc anni ’60…..

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