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Davos, 24 gen – Alla fine, a dare il sostegno alle sardine, è arrivato anche Soros. Era solo questione di tempo prima che il fondatore dell’Open Society Foundations, finanziatore di tutto ciò che è asservito al mondialismo, uscisse alo scoperto per dare l’endorsement al movimento di Santori, l’unico movimento di piazza europeo che protesta contro lo schieramento politico che attualmente sta all’opposizione. Anzi, ci stupiamo che arrivi solo ora.

Contro Salvini

La persona che meno potrebbe additare gli altri come “squali”, dà questo epiteto alla Lega di Salvini: “In Italia le sardine sono piu’ degli squali e sono destinate a vincere“, ha dichiarato così il finanziere a margine del World economic forum di Davos. E mette anche l’ Italia tra gli esempi di ‘nazionalismo’ grande nemico delle società aperte. “Sono giunto a questa conclusione quando ho saputo di questo movimento spontaneo di giovani che si sono rivoltati contro Matteo Salvini, potenziale dittatore italiano“, ha proseguito. “Questo mi porta a concludere che oggi i giovani possono aver trovato un modo di confrontarsi con la dittatura nazionalista”.

Le mance di Soros alle Ong italiane

Le cifre delle sovvenzioni elargite da Soros in Italia sono impressionanti, e gettano ulteriori ombre su queste attività “filantropiche”: più di 8,5 milioni di dollari nel biennio 2017-2018. A beneficiarne sono stati in particolare: i Radicali Italiani, l’Istituto Affari Internazionali, e varie Onlus e Ong attive sul fronte dell’accoglienza degli immigrati. In totale Soros ha finanziato 70 progetti: 32 nel 2017, con un esborso di 4.140.318 dollari; e 38 nel 2018, con 4.387.630 dollari. La fondazione del miliardario si è concentrata in particolare a favore di chi attivamente promuove l’immigrazione in Italia. Chissà che nonno Soros non decida di rimpinguare anche il salvadanaio dei pescetti.

Lo speculatore che dà a Trump del truffatore 

Soros, che deve la sua fortuna a una lunga serie di amorali speculazioni che negli scorsi decenni hanno messo in ginocchio le economie di vari Paesi, culminate nel mercoledì nero del 16 settembre 1992 che costrinse la lira italiana e la sterlina inglese ad uscire dallo Sme, durante la cena annuale del Wef ha attaccato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la Cina, come riporta la Cnbc. Secondo il magnate, che finanziato il Partito democratico americano, il presidente cinese Xi Jinping “sta cercando di sfruttare le debolezze di Trump” e cerca di usare “l’intelligenza artificiale per avere il controllo totale della sua gente”, mentre Donald Trump “è un truffatore e un narcisista, uno che vuole che il mondo ruoti attorno a lui”. ha concluso: “Quando la sua fantasia di diventare presidente è diventata realtà, questo ha trasformato il suo narcisismo in una malattia maligna”.

Un fiume di soldi per il globalismo

Il fondatore di Open Society, che nel 2019 aveva sostenuto la Bonino con una donazione di 200mila euro, nel 2016 aveva investito svariati milioni di dollari a sostegno della candidatura della Clinton; ed è deciso a bissare il suo sostegno nelle elezioni di quest’anno e ha fondato un super Pac, chiamato Democracy Pac, – acronimo di Political action committee – cioè un comitato di raccolta fondi e donazioni per i candidati alle elezioni. Soros ha già versato 5,1 milioni di dollari nel Democracy Pac. Secondo il magnate, le elezioni presidenziali del 2020 saranno decisive e determineranno “il destino del mondo”.

Cristina Gauri

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