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Bologna, 24 gen – Stefano Bonaccini ha una bella gatta da pelare, a poche ore dal voto in Emilia Romagna. Infatti il caso Jolanda di Savoia sta montando, ora che il sindaco del Comune emiliano, Paolo Pezzolato, ha pubblicato su Facebook il contenuto della telefonata minatoria che avrebbe ricevuto dal governatore dem. Telefonata dalla quale risulterebbe un annuncio di ritorsioni (poi di fatto perpetuate) per l’amministrazione comunale a causa della decisione del vicesindaco, Elisa Trombini, di candidarsi con la lista di Lucia Borgonzoni, candidata del destra-centro contro Bonaccini. Il Comune di Jolanda infatti si è trovato a pochi giorni dalle elezioni regionali senza tre dipendenti su cui contava.

Ecco il testo della telefonata

Ecco il testo della telefonata secondo quanto riportato da il Giornale. “Io ieri sera ho parlato con Elisa… – è il discorso che viene attribuiti da Pezzolato a Bonaccini – dalla telefonata non mi ha detto che si candida con la civica della Borgonzoni… se la scelta è quella è chiaro che poi succede qualcosa nei rapporti con voi… te lo volevo dire perché se è così, se per caso vinco io come è probabile, dopo però non mi cercate più… io non ho detto che deve candidarsi con me… diceva di no punto… sto dicendo che se me la ritrovo candidata di là… io il punto è parlane con lei e dille che ti ho chiamato… la cosa che dico solo è che dal candidarsi con me al trovarmela di là…. chiaro che dopo allora c’è un giudizio“.

Dalle minacce alle ritorsioni

Per il sindaco di Jolanda, quello di Bonaccini è un “atteggiamento minatorio”, inappropriato per chi riveste un ruolo nelle istituzioni. Ma se in un primo momento ha lasciato correre, quando i comuni limitrofi decidono “sottrarre in maniera anomala risorse di personale importantissime per il mio Comune che mi erano state appena concesse“, spiega Pezzolato, allora decide di farlo presente. Il sindaco infatti aveva chiesto “l’utilizzo condiviso di cinque dipendenti”, ma “dopo la pubblicazione delle liste” un Comune rifiuta “il nulla osta”, un altro revoca “la precedente adesione” e un altro ancora anticipa “la scadenza concordata”. Di certo non possono essere tutte sfortunate coincidenze: il governatore dem in qualche modo – è quanto obietta Pezzolato – gli sta facendo terra bruciata. “Alla fine – scrive il sindaco di Jolanda su Facebook – è risultato chiaro il senso di quella telefonata (di Bonaccini, ndr) tendente a farmi convincere Elisa a non candidarsi con nessuno se non volevo avere ritorsioni“.

L’esposto consegnato ai carabinieri

Tutto inizia, lo ricordiamo, quando il vicesindaco Trombini riceva l’offerta da parte di Bonaccini di candidarsi nelle liste di centrosinistra. Lei non rifiuta né accetta, ma poi sceglie di candidarsi con la Borgonzoni. Nell’esposto consegnato ai carabinieri, Pezzolato ricostruisce la vicenda, raccontando che il 19 dicembre Trombini telefona al governatore dem per comunicargli la decisione finale. “Elisa visivamente turbata – si legge nell’esposto – riferiva a me e agli altri commensali che Bonaccini, avendo appreso del suo diniego e della sua adesione alla lista contrapposta, aveva assunto un tono irritato, tanto da chiudere la comunicazione con una frase che lei ci riportò testualmente: ‘Se vinco io, tu e il tuo Comune siete finiti‘”.

Adolfo Spezzaferro

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