Roma, 1 set – I Forconi sono tornati, ed è molto peggio dell’ultima volta. Con questo nome, lo si ricorderà, si era autodefinito un composito movimento genericamente protestatario che ha avuto il suo momento di massima celebrità tra il 2012 e il 2013 e che aveva sostanzialmente un solo punto programmatico: mandare “a casa” i politici. La carenza di qualsiasi volontà e capacità politica nei suoi organizzatori causò in breve tempo l’evaporazione di un movimento che, pure, proprio per la sua spontaneità, aveva raccolto una bella fetta di rabbia popolare. I “dirigenti” di quell’ondata contestataria, però, non si sono mai arresi al proprio fallimento e, periodicamente, tornano per promettere nuove adunate di massa che cambieranno la storia della nazione. L’ultima è prevista per l’11 e il 12 settembre, quando due manifestazioni occuperanno la scena.

La prima è organizzata dal Movimento Liberazione Italia del generale dei Carabinieri in pensione Antonio Pappalardo. La seconda avrà luogo sempre a Roma ma il giorno dopo ed è organizzata da Riprendiamoci l’Italia, Avviso di Sfratto. La pensata di Pappalardo è piuttosto imbarazzante: si tratta di una “Carica dei 1001”, ovvero (citiamo testualmente), “un viaggio in veliero, che si svolgerà nel mese di settembre 2017 da Marsala a Roma, con tappe in alcune Città e Isole. Con la ‘Carica dei 1001’ si percorre al contrario la spedizione dei Mille Garibaldini, al fine di dare un forte segnale al Nord Italia, all’Europa e al Mondo intero, che quell’UNO in più che caratterizza il suo messaggio: il Sud dell’Italia, forte dei propri valori e tradizioni culturali, si muove per recuperare quegli spazi socio-culturali che gli appartengono da millenni. Il Sud non intende conquistare il Nord, come fece Garibaldi, ma portare quella Nuova Cultura che deve cambiare l’intero Paese, oggi afflitto da tanti mali e da tentativi di assoggettarlo a poteri e forme dittatoriali che debbono essere sconfitti”. Il programma prevede cose come il “sorvolo di velivoli del Movimento Liberazione Italia” e chiude facendo presente “che con questo viaggio via mare scompariranno tutte le altre manifestazioni e che il mondo intero si precipiterà in Italia per capire cosa sta succedendo nel nostro Paese”.

Al confronto con questo guazzabuglio mitomane, l’ingenuità dei vecchi Forconi sembra quasi del pragmatismo machiavellico. Del resto Pappalardo si vanta di aver partecipato, nello scorso giugno, a un incontro a Dubai “con i capi di governo degli Emirati Arabi Uniti” per discutere in particolar modo di “pace e sicurezza in tutto il mondo”. La soluzione sarebbe stata trovata nella creazione di una nuova organizzazione internazionale denominata “Consiglio Globale per la tolleranza e la pace”. L’ex generale ha in mente di trasformare l’Italia in una repubblica federale che unisca sei stati federati:
la Padania, le Tre Venezie, l’Etruria, la Partenopea, la Sicilia e la Sardegna. Sempre Pappalardo è stato tra i protagonisti del surreale tentativo di arresto dell’ex onorevole Osvaldo Napoli, bizzarro teatrino che riuscì a far tornare simpatici i politici italiani nel momento del loro picco verso il basso in termini di popolarità.

La manifestazione del 12 settembre è appena meno pazzoide, ma non di discosta molto dai toni. Si tratta, dicono, di “recapitare a Parlamento e Governo un avviso di sfratto esecutivo”. Gli organizzatori chiedono di sciogliere subito le Camere e indire nuove elezioni, ovviamente, però, con nuove regole. Quali? Leggiamo: “Alla scrittura di nuove regole dovranno partecipare anche persone e personaggi della società civile. Una volte scritte queste regole che daranno effettivamente rappresentatività a tutti i cittadini italiani, si potrà scegliere una legge elettorale giusta. I partiti faranno le loro campagne elettorali e, tempi tecnici permettendo, si andrà al voto. Si andrà al voto con quella legge che c’è, quella che sarà scelta sulla base delle nuove regole scritte in proposito e tenendo conto delle modifiche apportate dalla Corte Costituzionale e chi vince vince”. Cosa voglia dire tutto ciò lo lasciamo decifrare al lettore.

Potremmo andare avanti a lungo elencando le bizzarrie di questa mobilitazione, le follie lette in rete, la storia controversa dello stesso Pappalardo, che con la politica e con gli apparati dello Stato ha avuto parecchio a che fare e non ha certo le credenziali per presentarsi come “uomo nuovo”. Ma crediamo sia già abbastanza. Ora, va da sé che tutte le forme di insofferenza popolare vanno ascoltate con attenzione. Sempre con criterio, però. Intanto queste mobilitazioni sono probabilmente solo virtuali: strappano like e condivisioni, ma il radicamento è tutto da dimostrare. Secondo elemento: va bene essere di bocca buona, va bene comprendere gli umori ingenui della “pancia del Paese”, va bene non fare i radical chic, ma un minimo ancoraggio alla sanità mentale deve restare. Proporre cose folli, in modo folle e alimentando speranze folli contribuisce solo a screditare chi lavora per costruire un antagonismo concreto. Terzo: va da sé che questa gente non ha la minima idea di cosa fare e che se anche riuscisse a creare adunate oceaniche sotto al Parlamento tali da mettere davvero in difficoltà la politica (e non ci riuscirà mai), non saprebbe minimamente come approfittarne. Ok, mandiamo i parlamentari “a casa”. E poi? A meno che non crediamo a quella storiella della “società civile” che scrive le regole (come, dove, quando, scelta da chi?), di fatto si rivà alle elezioni e rivincono i soliti squali. O magari il Movimento 5 Stelle, che di tutti questi fermenti è il solo beneficiario. Quindi, in sostanza, l’unico risultato minimamente plausibile a cui potrebbe portare tutta questa storia è trasformare l’Italia intera in ciò che oggi è la città di Roma. Davvero un bel trionfo.

Adriano Scianca

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