Roma, 28 set – Il caso Asia Argento – Jimmy Bennett, per quanto assolutamente non interessante in sé, è davvero un ottimo spaccato delle isterie contemporanee, quindi merita un minimo di attenzione al fine di capire alcuni meccanismi. Cominciamo dalle ultime notizie: dopo l’intervista a lui, realizzata domenica scorsa, questo fine settimana Massimo Giletti ospiterà lei, per ascoltare e far ascoltare la sua versione agli italiani. La grande ondata del Me too, questo vento di modernità che veniva dalla Holywood che non ci sta, questo sussulto di femminismo e giornalismo impegnato, finisce quindi per celebrare il proprio apogeo nella televisione per casalinghe, di fronte al più piacione e nazionalpopolare dei conduttori.

Finisce tutto in burletta, quindi, in quella dimensione ovattata e democristiana che è la tv generalista pomeridiana, finisce tutto con la mano di Giletti sotto al mento nella sua caratteristica posa assorta. La campagna che doveva proiettarci definitivamente in un terzo millennio dei diritti e dei valori sfocia in questo teatrino da anni Cinquanta. Dalla tragedia alla farsa, senza in realtà essere passati da alcuna tragedia. Dalla farsa alla super-farsa, quindi. Nel frattempo, dopo essere stata spernacchiata per giorni sul web, Asia Argento è stata riabilitata alla grande perché, sembra, come giudice di X Factor buca il video. Caspita, ma non potevano dare un talent anche a Harwey Weinstein? Magari anche lui funziona come giudice e allora pace fatta. Asia Argento, lo ricordiamo, è accusata di aver costretto un minorenne a rapporti sessuali non consensuali, non di aver buttato una cartaccia per terra. Un’accusa che ovviamente sembra avere diversi punti deboli e di cui ci siamo fatti tutti un’idea abbastanza precisa, ma che non di meno è coerente con la logica del Me too, che puntava a sdoganare l’idea dello “stupro percepito”, che è tale anche in assenza di riscontri oggettivi.

E poiché è stata proprio Asia Argento una delle principali sostenitrici di tale nuova moda, non si capisce perché proprio per lei bisognerebbe fare un’eccezione. Solo che, ehi, come giurata di X Factor è troppo brava. Ed ecco allora che le legioni di hater si trasformano in miriadi di follower. Ma anche questo, a ben vedere, ha una sua logica: il qualunquismo social toglie, il qualunquismo social dà. È quindi questo l’esito ultimo del Me too, un’isteria di massa che genera isterie di massa uguali e contrarie, con il pubblico della rete che, come i branchi di pesci tropicali, si dirige in massa ora in una direzione, ora in un’altra. È l’azzeramento di ogni idea di diritto, di senso, di coerenza. Una sorta di democrazia diretta applicata al diritto, un televoto generalizzato, in cui chiunque può essere osannato o condannato a seconda degli umori del momento. Se non altro non chiamatelo progresso.

Giorgio Nigra

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3 Commenti

  1. Una vera e propria culla dell’ignoranza…….. Più che un movimento un insieme di amebe comunistoidi ed ermafrodite con frociame vario,sodomiti e pseudo femministe drogate o peripatetiche………un indegno pentolone sinistro.

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