Roma, 27 mag – “Luigi Di Maio lo sento già oggi e il primo tema sarà il fisco, la riduzione delle tasse. Il nostro risultato ci dà più forza per mettere al centro i nostri temi: dalle infrastrutture alla Flat tax“. E’ in queste parole del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini la cifra della prosecuzione del governo gialloverde: l’agenda sarà dettata dal leader della Lega. Oppure niente, tutti a casa. Salvini spiega che la sua “ambizione” è di interagire “con tutte le categorie produttive di questo Paese, da Confindustria, a Coldiretti e Confagricoltura, per scrivere insieme la manovra economica”. Quindi, secondo il titolare del Viminale, l’esperienza di governo prosegue almeno fino alla prossima legge di Bilancio.

Equilibri di maggioranza ribaltati

“Ho sentito il presidente del Consiglio. Ribadisco che la lealtà della Lega al contratto e al governo non è mai stata in discussione”, ha assicurato Salvini nella conferenza stampa post voto. Ma ha anche parlato di due dei temi chiave del Carroccio: “Si va avanti, questo gli italiani ci chiedono, abbiamo già il cronoprogramma”, ha continuato citando “l’Autonomia, che ha un testo base pronto e che è un tema che unisce” e le “grandi opere”. Poi il vicepremier ha evocato la “bestia nera” per i 5 Stelle: “Questo voto italiano e francese permetterà all’Europa di investire ancora più soldi sui grandi opere, come la Tav e altre infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali. E’ un mandato chiaro: andate e fate”.

“I no dei 5 Stelle ora devono diventare sì, a partire dalla Tav”


Sulla stessa linea gli altri esponenti del Carroccio. “Questi no adesso devono diventare sì. Per esempio la Tav“, ha detto il sottosegretario del Mef Massimo Garavaglia a Radio24. “Ci veniva detto di no su cose per noi logiche: la riduzione ulteriore dell’Ires al 20 per cento, la riduzione dell’Imu sui capannoni e la stabilizzazione delle riduzioni del premio Inail per farlo diventare eterno”. Stessa posizione anche per il presidente della commissione Bilancio alla Camera Claudio Borghi: “L’opera va rivista, la rivedremo, ma mi pare ci sia l’intenzione, penso che alla fine la considerazione sia che si deve fare”. Ha parlato di Autonomia anche il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: “In Veneto abbiamo preso il 50%. L’Autonomia non è più rinviabile. C’è scritto nel contratto di governo. Mi sembra che, purtroppo, nelle ultime settimane e negli ultimi mesi ci siano stati un po’ troppi intoppi, forse qualcuno anche un po’ strumentale. Non funziona, nel senso che noi dobbiamo avere l’Autonomia in fretta per il Veneto”. E ha aggiunto: “Il nostro ministro Erika Stefani (con delega agli Affari regionali, ndr) è in gamba e ha fatto tutto quello che doveva fare. E’ il momento di risolvere se ci sono dei piccoli intoppi. E’ una cosa che con il voto si segnala in maniera forte”.

Il titolare del Viminale: “Voto di ieri risposta a come faccio il ministro”

E a proposito del voto, Salvini – dopo aver detto 9 milioni di grazie nel consueto video social – evidenzia: “Penso che il voto di ieri sia stata anche una smentita a quelli che imputavano a me una gestione di parte del ministero dell’Interno, gli italiani sono persone serie, se ti danno 9 milioni di voti, vuol dire che stai facendo discretamente il tuo lavoro da ministro“.

Salta l’assemblea congiunta M5S

Intanto, sul fronte pentastellato, salta la riunione convocata dal capo politico del M5S Di Maio, che ha dato mandato ai capigruppo di Camera e Senato di convocare un’assemblea congiunta dei rispettivi gruppi parlamentari. La replica infatti è stata che vista la difficoltà segnalata da molti parlamentari di raggiungere Roma in serata, l’assemblea è spostata a mercoledì 29, sempre alle 20.30 e sempre nell’Auletta dei gruppi a Montecitorio.

Ludovica Colli

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