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Roma, 7 set – Mentre Autostrade finisce indagata per la tragedia del Ponte Morandi con le accuse di omicidio colposo plurimo aggravato dal mancato rispetto della normativa antinfortunistica, il governo non sembra aver ancora delineato una strategia univoca per affrontare lo spinoso tema delle concessioni.
Se all’indomani della tragedia si erano levate molte voci – una su tutte quella del ministero del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio, che aveva registrato l’apertura anche di Matteo Salvini – che auspicavano la nazionalizzazione delle tratte gestite da Autostrade per l’Italia, ora l’ipotesi sembra sempre più perdere quota.
Ad annunciare il cambio di passo è stato nientemeno che il premier Giuseppe Conte. In un’intervista rilasciata all’Hugginfton Post, il presidente del Consiglio ha spiegato che l’Italia ha bisogno di un piano infrastrutturale: “Stiamo creando una banca dati per poter assicurare massima sicurezza ai cittadini. Insomma l’approccio è questo, ed è il mio approccio: occorre perseguire la migliore soluzione avendo una visione complessiva dei problemi”. E chi dovrà realizzarlo? Non necessariamente lo Stato: “La nazionalizzazione non è l’unica risposta. Valuteremo – ha aggiunto – anche questa soluzione ma non possiamo escludere allo stato che si faccia una nuova gara”.
Parole che si aggiungono a quelle pronunciate non più tardi di poche settimane fa dal vicepremier Giancarlo Giorgetti, eminenza grigia di Salvini, il quale nel corso del Meeting di Comunione e Liberazione aveva spiegato di non credere “che la gestione dello Stato sia di maggiore efficienza”.
Filippo Burla

6 Commenti

  1. è evidente che questo governo ha due anime,una battagliera e coraggiosa,che va dritta per la su astrada senza compromessi e una troppo moderata morbida e riflessiva che vorrebbe blandi cambiamenti senza scontri…spero vinca al più presto la seconda,queste marce indietro continue non aiutano

  2. Condivido il post di Alessandra.
    Senza un netto cambiamento che cominci col riappropriarsi dello Stato sulle principali infrastrutture rimarremo la solita italietta di merda.

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