Roma, 13 mag – Buon risultato del M5S nei ballottaggi delle amministrative siciliane. Certo, il voto locale non si può paragonare alle Europee, ma i 5 Stelle recuperano fiducia in vista dell’appuntamento del 26 maggio. Lo stesso non si può dire della Lega, che perde due ballottaggi, anche se di misura. In generale, l’esito dei ballottaggi in Sicilia, dove si è votato in cinque comuni, fa segnare l’en plein dei pentastellati, che vincono in due città simboliche, dopo avere perso Bagheria e Gela, conquistate cinque anni fa: Caltanissetta, ancora stravolta dallo scandalo del cosiddetto “sistema Montante”, l’ex presidente di Sicindustria condannato due giorni fa a 14 anni di carcere e che proprio dalla città nissena era partito alla conquista del potere; e Castelvetrano, la cittadina del superlatitante Matteo Messina Denaro, al voto dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose.

Di Maio: “Quando ci danno per morti noi ci siamo sempre”

Una vittoria celebrata su Facebook dal capo politico del M5S Luigi Di Maio: “Abbiamo vinto con il nostro candidato Roberto Gambino, quando ci danno per morti noi ci siamo sempre“. Oggi nel pomeriggio Di Maio sarà a Caltanissetta per festeggiare, assieme al padrone di casa Giancarlo Cancelleri, la vittoria di Gambino, che ha ottenuto il 58,85%, staccando il rivale Michele Giarratana, del centrodestra, che si è fermato al 41,15%. Gambino ha rovesciato il verdetto del primo turno che ha visto nettamente in testa il candidato del centrodestra Michele Giarratana (41,15%). Un aiuto decisivo è arrivato dalla Lega, qui in rotta con il resto del centrodestra. Festa doppia per Di Maio: a Caltanissetta, infatti, ci sarà pure Enzo Alfano, eletto nuovo sindaco a Castelvetrano. Il grillino al ballottaggio ha totalizzato il 64,67% dei voti, quasi il doppio dell’avversario civico Calogero Martire (35,33%).

I risultati: l’exploit del “modello Gela”


La Lega si deve accontentare del solo comune di Motta Sant’Anastasia, appena 12 mila abitanti conquistato al primo turno. I suoi candidati Giuseppe Spata e Giorgio Randazzo perdono infatti i duelli a Gela (Caltanissetta) e a Mazara del Vallo (Trapani) nonostante le piazze riempite da Salvini durante il suo tour elettorale. A Mazara vince Salvatore Quinci (52,41%) del centrosinistra, ma sostenuto anche da liste civiche e moderati. Menzione a parte per il “modello Gela“: nel Comune più popoloso chiamato al voto, la Lega con Francesco Spata (47,7), non è riuscita a ribaltare l’esito del primo turno quando in testa si è piazzato Lucio Greco (52,45), sul quale si sono coalizzati in chiave anti sovranista, secondo lo schema del vecchio patto del Nazareno, Forza Italia e Partito Democratico. A Monreale, invece, vince Alberto Arcidiacono, sostenuto da liste civiche e da DiventeràBellissima, il movimento del governatore Nello Musumeci: col 55,73% ha sconfitto l’uscente Piero Capizzi (44,27%). Bassa l’affluenza nei cinque comuni, pari al 43,60%, con un calo del 15,37% rispetto al primo turno. Ai seggi si sono recati 98.783 elettori sui 226.546 aventi diritto. Il crollo maggiore a Gela, dove ha votato il 40,49% degli elettori rispetto al 58,41% del primo turno.

Adolfo Spezzaferro

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