Roma, 9 feb – Il governo Lega-M5S vuole discontinuità sulla vigilanza bancaria – perché non si è fatto abbastanza – e pertanto non intende confermare alcuni dei nomi ai vertici di Bankitalia di altri organismi di controllo.

Siamo qua perché chi doveva controllare non ha controllato, la Banca d’Italia e Consob andrebbero azzerati, altro che cambiare una o due persone. Azzerati. Dov’erano questi signori mentre questi mangiavano?”. Così il vicepremier Matteo Salvini, davanti alla platea di migliaia di risparmiatori colpiti dal crack della Banca popolare di Vicenza, dove il leader della Lega è arrivato con l’altro vicepremier, il capo politico del M5S Luigi Di Maio, nel giorno in cui tiene banco il dossier 5 Stelle contro i vertici di Bankitalia, con lo stop alla conferma del vicedirettore Luigi Federico Signorini.

Salvini: “Un conto è l’indipendenza, altra cosa l’irresponsabilità”


“Voglio chiarire un concetto: un conto è l’indipendenza di questi organismi che controllano, un’altra cosa è l’irresponsabilità. Se non fai il mestiere per cui sei pagato paghi civilmente, penalmente e fino in fondo – ammonisce Salvini – qualcuno sbaglia e non si sa mai chi è stato e così non paga nessuno. Noi rispettiamo chi fa il suo lavoro, ma ci sono stipendi da centinaia di migliaia di euro e non riconfermare qualcuno del passato mi sembra il minimo nel rispetto di voi e di chi è stato fregato”.

Di Maio: “Chiediamo discontinuità”

Chiediamo discontinuità e quindi non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo quello per cui è oggi qui questa gente”. Fa eco a Salvini il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. “Una commissione di inchiesta è già stata approvata al Senato – spiega Di Maio – e a marzo inizia a lavorare e chiamiamo Bankitalia e Consob per primi“.

“Abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 di febbraio – assicura il vicepremier pentastellato dal palco – e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi”.

“Secondo me – aggiunge – è giusto risarcire tutti perché queste persone sono state prese in giro per anni da una politica che non ha controllato, da istituzioni di controllo che non hanno vigilato e banche quindi è giusto risarcirli. Ma la battaglia è loro e loro l’hanno vinta. Noi facciamo soltanto il nostro dovere e sappiamo che ci sono resistenze da parte dell’Europa ma ce ne faremo una ragione, questa gente ha diritto a questi soldi e i soldi sono i loro”.

Questo mese, annuncia poi il ministro, “faremo partire la commissione di inchiesta sulle banche e Gianluigi Paragone sarà il presidente. Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori”.

E ancora: “Questo governo ha ascoltato i risparmiatori. Il miliardo e mezzo di euro lo abbiamo trovato e ci dicevano che non c’erano soldi. Questo per me non è tanto il merito del governo, ma la certificazione che ci avevano detto bugie fino al 4 marzo”.

L’attacco all’Unione europea

“Ogni volta che affrontiamo temi sul risarcimento di risparmiatori ci arriva una letterina dall’Europa in cui le regole da rispettare favoriscono sempre i più forti. Queste letterine arrivano ma ce ne freghiamo altamente. Ancora pochi mesi – assicura Di Maio – poi questa Europa sarà finita e queste lettere non arriveranno più, basta semplicemente andare avanti per la nostra strada. Non è che li dobbiamo convincere perché siamo uno Stato sovrano che difende i cittadini e i risparmiatori non i banchieri“.

Anche dal leader leghista parole dure contro Bruxelles: “Sento dire che questa cosa del fondo per i risparmiatori all’Europa non andrebbe bene. Se all’Europa va bene, d’accordo, se all’Europa non va bene, per noi va bene lo stesso, noi tiriamo diritto”.

Ludovica Colli

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