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Roma, 4 giu – L’aria fritta sparsa da Giuseppe Conte ieri in conferenza stampa non convince le opposizioni. Il Paese ha bisogno di ripartire dopo mesi di serrata generale ma dal governo giallofucsia non arrivano le misure necessarie né i soldi per permettere a famiglie e imprese di riprendersi dalla grave crisi economica scatenata dal lockdown sanitario per l’emergenza coronavirus. Gli annunci del premier, l’elenco delle riforme, le promesse non hanno alcun riscontro concreto. E visto che tra l’altro Conte apre al dialogo con le opposizioni sul fronte del “libro dei sogni” delle riforme, Matteo Salvini lo prende in parola: “Vediamo i fatti. Il presidente del Consiglio parla di taglio alla burocrazia e riforma fiscale? Bene, la Lega ha già presentato in Parlamento due progetti di legge su cui lo sfidiamo: il primo guarda al ‘Modello Genova’ con burocrazia zero per terminare tutte le opere pubbliche sospese da troppo tempo. Il secondo è la Flat tax, pagare meno per pagare tutti: uno shock fiscale per aiutare 10 milioni di lavoratori italiani, famiglie e imprese”. Così il leader della Lega commenta la conferenza stampa del premier.

Meloni: “Ancora promesse? Milioni di italiani sono basiti”

Più dura la reazione di Giorgia Meloni: “Un’altra conferenza stampa di Conte mandata in diretta in contemporanea su più reti per dire che il governo farà tantissime belle cose. Milioni di italiani assistono basiti, chiedendosi con quale coraggio si facciano nuove promesse quando non sono ancora arrivate le risorse promesse in analoghe conferenze di due mesi fa“, è l’attacco della leader di Fratelli d’Italia. “Ma forse per rendersi conto di quanto tutto questo sia surreale occorrerebbe, ogni tanto, uscire dal palazzo e dalle conferenze virtuali”, fa presente la Meloni.

Gelmini e Bernini pronte al dialogo ma non ci credono troppo

E’ fuori tempo massimo“, sostiene la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini, che tuttavia ribadisce la disponibilità del suo partito a collaborare, pur non mancando di ricordare che “noi siamo qui, da mesi, pronti a dare il nostro costruttivo contributo. Al momento siamo stati raramente ascoltati“. Dunque, “il cambio di passo non si può più declinare al futuro: Forza Italia presenterà in queste ore molti emendamenti migliorativi al decreto Rilancio. Se Conte fa sul serio dimostri, almeno questa volta, con i fatti, la disponibilità ad accogliere le buone idee delle opposizioni“. Anche l’omologa al Senato, Anna Maria Bernini, osserva: “Non è la prima volta che alle parole di apertura seguono solo porte chiuse in faccia“, augurandosi che il Parlamento torni centrale per “migliorare” i provvedimenti del governo.

Mulé: “Da Conte vaniloquio: chiacchiere a mille, fatti a zero”

Molto meno diplomatico il collega di partito Giorgio Mulé: “Le chiacchiere stanno a mille, i fatti a zero… non c’è una visione del Paese, mancano totalmente progettualità e una sana e vigorosa politica industriale. Forza Italia ha dato proposte e ricette in abbondanza, ha offerto concretezza e soluzioni: avevamo la speranza di un nuovo approccio del governo, ma ascoltato il vaniloquio di Conte abbiamo paura che non sarà così”. Così il portavoce dei gruppi di FI di Camera e Senato. Anche Renato Brunetta giudica “debole” il discorso del premier e anzi ritiene che l’apertura alle opposizioni sia stato fatto solo perché la maggioranza non ha i numeri per approvare il Mes.

Toti: “Altro che ripresa, tutti in coda a passo di lumaca”

“Il premier propone un patto per la ripresa. Sì, ma una ripresa lenta, tutti in coda a passo di lumaca! Perché per partire veloci servono strade, autostrade, ferrovie. E per ora i cantieri sono tutti fermi. Propongono un nuovo patto per la ripresa ma tanto bombardano il ‘modello Genova’, non sia mai che qualcuno dimostri che le cose si possono fare. Basta proclami: un nuovo patto per la ripresa non può che partire da due verbi scritti tutti con lettere maiuscole: DECIDERE e FARE. Qui siccome non riescono neppure a scegliere un candidato, si rimandano anche le elezioni”, è il commento del governatore della Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

Zaia: “Mi aspettavo qualche asso nella manica e invece dal premier solo il libro dei sogni”

“La verità è che siamo un Paese mummificato“. Luca Zaia ci va giù pesante. “Per fare le riforme non servivano soldi. Perché i soldi, senza riforme, senza un cambio di mentalità, non riusciamo a spenderli”. Così il governatore del Veneto commenta in un’intervista al Corriere della Sera la conferenza del premier. Conte “ha convocato questo appuntamento e io mi aspettavo qualche fuoco di artificio, qualche asso nella manica. Qualcosa di più. Il riassunto di quanto è stato fatto e il libro dei sogni sono poco da parte di un presidente del Consiglio in carica da due anni. Il Covid è una cosa degli ultimi quattro mesi. Un po’ di bilancio, suvvia”, è la critica di Zaia.

Adolfo Spezzaferro

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