Roma, 4 set – Massimo D’Alema “benedice” il governo M5S-Pd. Lo riteneva già all’epoca della formazione dell’esecutivo gialloverde lo sbocco naturale dell’impasse che si era venuta a creare in Parlamento. Per l’ex premier, intervistato dal Corriere della Sera, quindi il Pd, che all’epoca aveva sbagliato a tirarsi fuori e a consentire l’accordo M5S-Lega, si è riscattato con il Conte bis. A chi parla oggi di ribaltone politico, D’Alema risponde che quello M5S-Lega era stato il vero ribaltone. Insomma, il Pd ha tutto il diritto (e il dovere) di governare con i 5 Stelle. Sì, perché è l’unico modo – spiega l’esponente di Articolo Uno – per ricucire lo strappo tra il popolo della sinistra (che in parte vota M5S, sottolinea D’Alema) e il centrosinistra. L’ex dirigente comunista non parla con piacere di Renzi ma sostiene che quella del governo con i 5 Stelle è l’occasione giusta per la sinistra di “ritrovare le coordinate che aveva perso”. E in questo, l’attuale segretario Pd Zingaretti è stato coraggioso.

“Ricorso a piattaforma Rousseau non mi scandalizza”

A proposito del voto sulla piattaforma Rousseau, tanto criticato perché ha tenuto il governo appeso al parere di poche decine di migliaia di cittadini che si sono espressi su un sito gestito da privati, D’Alema commenta: “Non sono tra quelli che si scandalizzano per il ricorso alla piattaforma Rousseau. Gli accordi politici vengono ratificati dagli organi di partito, il Pd ha la Direzione, il M5S la sua modalità“.

“Destra sempre più estremista. Positiva la sconfitta di Salvini”


Ma il succo del discorso dell’ex premier è il classico “tormentone” della sinistra: fermare la destra, vero e unico pericolo del Paese. E per farlo serve un’alleanza elettorale sempre insieme ai 5 Stelle – è l’auspicio di D’Alema. “Come ha dimostrato Salvini, la cui sconfitta considero un fatto molto positivo, la destra si è fatta ancora più estremista. Basta guardare a come il problema di qualche migliaio di migranti, che un qualsiasi altro governo avrebbe risolto nel giro di qualche minuto, sia stato trasformato in un’occasione per alimentare odio sociale. Una vera e propria strategia della tensione, per alimentare la sensazione di un’invasione totalmente infondata, a cominciare dai numeri. Ecco, questa è la destra, si vede in modo netto, chiaro. A questa destra deve rispondere un centrosinistra“. Ossia l’inciucio M5S-Pd-LeU (che di centro al massimo ha qualche ex diccì di sinistra tra i dem). Sì, perché – D’Alema è convinto – così si ripristina il bipolarismo con la destra, grazie alla virata a sinistra dei 5 Stelle, che erano il terzo polo. Il tutto è chiaramente possibile – lascia intendere l’ex parlamentare (nel 2018, candidato con LeU, non è stato rieletto) – grazie al premier Giuseppe Conte, a cui vanno i suoi sentiti complimenti. “Ha dimostrato di avere notevoli capacità. L’abbiamo visto guidare il governo gialloverde con visibile difficoltà e imbarazzo. Oggi è diverso. Ho l’impressione che, nel perimetro dell’accordo Pd-M5S, anche culturalmente, Conte si trovi già più a suo agio perché è più vicino alle sue convinzioni, ai suoi valori. Tocca a lui dimostrare di sapere fare sintesi”.

Ludovica Colli

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