Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 17 set – “I Mattei sono passati entrambi alla minchiata d’impulso, il paese è instabile e pieno di rancori, non è il momento di dare seguito a dei narcisismi”. Beppe Grillo stronca così lo scisma di Renzi, paragonandolo allo strappo di Salvini. Con una “Lettera aperta ai parlamentari renziani” pubblicata sul suo blog, il fondatore del M5S ricorre al solito linguaggio sarcastico dai tratti criptici per bacchettare l’alleato di governo. Uno storico nemico che però ha permesso proprio ai pentastellati di rimanere in sella, assicurando la nascita dell’esecutivo giallofucsia.

“Di solito, prima di fare qualcosa di importante si è presi dai dubbi, si valutano i pro ed i contro, si possono vivere anche giorni di tormento interiore, poi ci si esaspera e si fa una minchiata d’impulso!”, scrive Grillo in quello che senza doversi lanciare in approfondite esegesi, è una sorta di appello ai dem. Un’eccessiva fuga dal Pd verso il nuovo partito dell’ex premier potrebbe a suo avviso favorire soltanto Salvini e dunque mettere a rischio la tenuta del governo. Secondo Grillo, infatti, con questa mossa Renzi “minaccia il paese di far cessare lo scontro fra i due veri ercoli del gradimento con il grave rischio, per il nostro paese, di svegliarci tutti con Pontida capitale”.

Una sola onda

I due ercoli non sono altro che Salvini e Conte, perché stando al comico genovese “in questo momento c’è una sola onda, con sopra soltanto due surfisti: Conte e Salvini. Il gradimento e l’attenzione degli italiani si sono quasi completamente biforcati su di loro, la ragione è molto semplice e non esiste un dito abbastanza grande dietro cui nascondersi. L’ex ministro degli interni, d’ora in poi ‘il fuggiasco’, è nel pieno di una escalation di bambini abbracciati e santini, circondato da una variabilmente temibile armata di nervosissimi compatrioti”. Dunque il comico genovese stronca la scissione di Renzi cogliendo però l’occasione per attaccare pesantemente il leader della Lega e al contempo ammettere che il “capo politico” del suo movimento, Luigi Di Maio, in questo momento è passato in secondo piano e non ha più la presa di un tempo sull’elettorato.

Ma sta di fatto che quella che Grillo definisce una “Renzata (che ha un sinonimo molto più diffuso ed amato in Italia, non lo voglio ripetere… per non dare soddisfazione ai due mattei)”, rischia di essere un duro colpo anche per i Cinque Stelle in vista dei possibili accordi con il Pd alle prossime elezioni regionali.

Eugenio Palazzini

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta