Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 set – Silvio Berlusconi è ancora positivo al coronavirus, pertanto il processo Ruby ter si ferma. Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di legittimo impedimento avanzata dai giorni scorsi dall’avvocato Federico Cecconi e rinviato il dibattimento che vede l’ex premier imputato per corruzione in atti giudiziari insieme ad altre 28 persone, molte accusate anche di falsa testimonianza. Il legale ha depositato ai giudici della settima sezione penale del tribunale milanese la certificazione medica che attesta la positività al coronavirus dell’imputato Berlusconi che ovviamente non potrà essere presente in udienza fino a quando non risulterà negativo al doppio tampone. Pertanto slitta tutto al 19 ottobre prossimo, quando si farà un punto aggiornato sulle condizioni di salute del leader di Forza Italia, sempre sulla base della documentazione medica.

Le accuse di corruzione

Secondo la ricostruzione del pm Luca Gaglio e del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, l’ex premier avrebbe corrotto numerose ragazze e altri ospiti delle serate che si tenevano ad Arcore nel 2010 per indurli a rendere testimonianze false o ad essere reticenti nel primo filone processuale sul caso Ruby che – lo ricordiamo – si è concluso con l’assoluzione per Berlusconi dalle accuse di concussione e prostituzione minorile.

L’ex premier: “Non ho sintomi. Mi sento come un leone in gabbia”

Non ho sintomi. Mi sento come un leone in gabbia“, fa sapere intanto l’ex premier, che domani compirà 84 anni. Il presidente di Forza Italia è tranquillo, spiegano dal suo staff, è operativo, ha colloqui telefonici con i collaboratori, ha partecipato al summit del Partito popolare europeo nei giorni scorsi. Ha soprattutto rilanciato il suo ruolo all’interno del centrodestra, assicurando ai suoi che Forza Italia è determinante per la vittoria della coalizione. Le condizioni di salute dell’ex Cavaliere, che si trova in isolamento ad Arcore, sono costantemente monitorate e allo stato attuale – chiarisce il suo staff – i medici ritengono che non ci siano gli estremi per un nuovo ricovero al San Raffaele di Milano.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

Commenta