Roma, 21 giu – Silvio Berlusconi parla di unità del centrodestra. Finta unità, come sa chiunque segua l’evoluzione della politica italiana. Ma il Cavaliere prova a buttarla ancora una volta sulla retorica, come riporta Tgcom24.

Berlusconi, la finta unità del centrodestra, il governo

Le dichiarazioni di Berlusconi sull’unità del centrodestra sembrano il disco rotto di una coalizione che di amalgama, forse, non ne ha mai avuto. Ma tant’è, il leader e fondatore di Forza Italia prova a rilanciare il suo ruolo di “federatore”, così: “Il centrodestra ha bisogno di essere unito, senza perdersi in questioni sterili come la discussione sulla futura leadership”. Il contesto, una telefonata per celebrare l’elezione del nuovo sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. E l’esempio siciliano funge da spunto per provare a spingere – almeno a parole – una coesione che manca da troppo tempo. Essere uniti, anzitutto: “Dove siamo riusciti a farlo, come a Palermo abbiamo dimostrato di rappresentare lamaggioranza naturale degli italiani”. E ancora:  “Dove ci siamo divisi, dove sono prevalsi, mai per nostra iniziativa, motivi di contrasto locali, abbiamo fatto un regalo insperato alla sinistra. Il crollo dei Cinque stelle rende lontana la sinistra da qualsiasi ipotesi di vittoria elettorale nel Paese”. Chissà se il Cavaliere avrà ragione o meno. Qualche dubbio, nonostante i sondaggi, noi lo abbiamo nutrito nel recente passato.

La finta unità

Beninteso che fa anche abbastanza sorridere ascoltare certi proclami sulla “durata” del governo Draghi (siamo nell’estate del 2022, non chissà quale passo storico arrivare alla primavera del 2023), Berlusconi in questo caso rassicura sulle ovvietà: “Il governo Draghi, che noi rivendichiamo con orgoglio di avere voluto per primi, andrà avanti fino alla fine della legislatura, nei prossimi mesi tanto difficili per l’Italia e per il mondo intero”. Per il resto, la ricerca di una presunta unità del centrodestra può starci a livello dialettico, oltre che politico. Ma nei fatti, attualmente, i tre partiti si spaccano su molte questioni, e hanno solo un tratto comune: la tendenza a ripiegarsi o ad “acquietarsi” sui diktat governativi.

Stelio Fergola

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