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Roma, 24 set – Silvio Berlusconi scende ancora una volta in campo, si candida alle europee e attacca il governo Lega-M5S: “Se con la manovra alzassimo il deficit e l’Europa dovesse respingerla, lo spread salirebbe e sarebbe un disastro. E purtroppo da quello che sento, la Bce ritiene questo rischio molto elevato“. Alla tre giorni di Forza Italia a Fiuggi, il Cav presente l’ennesimo manifesto programmatico per tentare di rinnovare ancora una volta il centrodestra e se stesso. E accusa il governo giallo-verde di inimicarsi l’Ue con grande danno per l’Italia. Poco dopo arriva la replica del premier Giuseppe Conte: “Berlusconi stia tranquillo, l’Italia è un buone mani. Lui ha avuti tanti lustri per governare, ora ci lasci l’opportunità di lavorare“.
Alla manifestazione organizzata dal “vice-Cav” Antonio Tajani, e dopo il vertice del centrodestra di Palazzo Grazioli dove Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia avevano annunciato di aver ribadito l’alleanza (soltanto elettorale, di fatto), Berlusconi torna all’attacco, e lo fa proprio in virtù delle parole del leader della Lega Matteo Salvini secondo cui gli accordi con Fi sono solo locali: “Il vertice del centrodestra – ha detto – ha confermato che la coalizione è definitiva per tutti e tre i partiti. Salvini ha delle uscite che non sono gradevoli e accettabili da parte nostra. Forse deve tentare di non far scoppiare un diverbio assoluto con i Cinque Stelle, quel diverbio che noi auspichiamo anche presto“.
A tal proposito, il Cav rincara la dose di accuse contro i 5 Stelle, prendendosela con il responsabile della comunicazione pentastellata, Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi, al centro delle polemiche per le sue minacce ai tecnici del ministero dell’Economia. “In una democrazia il signor Casalino dovrebbe stare già fuori con la valigia in mano“, ha dichiarato Berlusconi. “Oltre a offendere i funzionari del ministero, – ha spiegato – Casalino ha minacciato il loro allontanamento se non trovassero i soldi per le promesse che il M5S aveva inventato per trovare i voti e che il nostro bilancio non consente”.
E sempre nell’ottica di spaccare l’alleanza giallo-verde, Berlusconi ha usato parole pesanti: “Questo governo e in particolare il Movimento Cinque Stelle sono nemici della libertà. Ma ci sono due squadre: una della Lega, che si è presentata con il programma scritto al 95% da noi. E l’altra, quella del M5s, che si sta rivelando peggiore di quanto immaginavamo, peggiore della sinistra, nemico delle imprese e delle infrastrutture, propenso alle nazionalizzazioni“.
Poi l’attacco diretto in difesa dei suoi interessi personali. I grillini “hanno annunciato misure sui tetti pubblicitari che farebbero chiudere Mediaset il giorno dopo e limitano la libertà delle imprese che vogliono decidere dove meglio allocare la loro pubblicità”, ha spiegato.
Ma è l’annuncio dell’ennesima discesa in campo che fa notizia, almeno per il centrodestra: “Sarò anche io in campo alle prossime elezioni per salvare il Paese che amo“. E lo ribadisce ai giornalisti alla fine della manifestazione: “Io candidato alle Europee? “Penso di sì, è ciò che mi chiedono tutti. E poi, se dobbiamo salvare l’Italia, bisogna cominciare a fare le cose sul serio“, ha detto il Cav.
Sul palco, Berlusconi aveva letto il “Manifesto della Libertà“, ossia il progetto di rilancio di Forza Italia: “Come nel 1994 è l’ora di una grande mobilitazione delle coscienze per noi che rappresentiamo l’Italia seria, onesta, concreta, fattiva. Chiediamo di unirsi a noi anche agli italiani dell’Altra Italia, quella che oggi non ha una rappresentanza politica, all’Italia che crede nel lavoro, nello studio, nella competenza, nell’impegno. Lo chiediamo per dare una speranza ai giovani, per costruire un futuro diverso per i nostri figli, per realizzare un nuovo grande progetto politico: un centro-destra rinnovato e unito, nel quale possano riconoscersi gli italiani moderati, ragionevoli e di buon senso”.
Parole sentite e risentite negli ultimi vent’anni. Che magari ancora una volta faranno presa, ma su un numero sempre più esiguo di fan di Berlusconi. Stavolta Fi lotta per la sopravvivenza. In effetti, l’unica novità sarebbe se alla fine il Cav non si dovesse ricandidare.
Adolfo Spezzaferro

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