Roma, 17 mag – Silvio Berlusconi interviene sulla guerra in Ucraina, e lo fa con alcune dichiarazioni interessanti, secondo quanto riportato da Tgcom24.

Berlusconi: “L’Italia è in guerra perché invia armi” in Ucraina

Berlusconi parla di Ucraina e, nella fattispecie, anche di Italia. L’affermazione è netta: “Non abbiamo leader nel mondo, non abbiamo leader in Europa. Temo che questa guerra continuerà, siamo in guerra anche noi perché gli mandiamo le armi”. E prosegue così: “Adesso dopo le armi leggere mi hanno detto che gli mandiamo carri armati e cannoni pesanti, lasciamo perdere, cosa significa tutto questo? Che avremmo dei forti ritorni dalle sanzioni sulla nostra economia e ci saranno danni ancora più gravi in Africa e allora è possibile che si formino delle ondate di profughi e questo è un pericolo derivante dallaguerra in ucraina. Bisogna pensare a qualcosa di eccezionale per far smettere aPutin
la guerra”.

Le critiche a Biden

Il leader di Forza Italia lancia qualche stoccata anche a Joe Biden, ovvero “un leader mondiale che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra e ha detto che doveva andare via dal governo russo”. Poi affermazioni dure anche su Jens Stoltenberg, il segretario della Nato, il quale “ha detto che l’indipendenza del Donbass non sarebbe mai riconosciuta. Capite che con queste premesse il signor Putin è lontano dal sedersi ad un tavolo”. Infine un appello all’esercito europeo. “Insisto per politica estera unica e difesa comune”, dice Berlusconi, perché  “io dal 2002 ho chiesto all’Europa di darsi una voce sola in politica estera e una forza armata comune perché nessun Paese avrebbe la forza di difendersi da solo”.

La “profezia” del 2015

Nell’ormai lontano 2015, Berlusconi aveva ammonito circa la politica eccessivamente antirussa dell’Occidente. Un occidente, secondo il leader di Forza Italia, lontano dallo spirito che lui stesso aveva promosso ancora prima a Pratica di Mare. Una riflessione espressa in una lettera inviata al direttore del Giornale: ” Nell’attuale scenario geo-politico l’Occidente ha di fronte due sfide, quella economica delle potenze emergenti dell’Asia e quella politica e militare dell’integralismo islamico. Per sostenere queste sfide è fondamentale avere la Russia dalla nostra parte. Ciò sarebbe coerente d’altronde con la storia e la cultura della Russia, che è per vocazione un grande paese europeo. Perché allora isolare Putin? Perché costringerlo ad alzare i toni della sfida con l’Occidente? Perché invitarlo a considerare la Federazione Russa una potenza asiatica?”

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. ..perché, perché i sionisti usa vogliono mettere le loro sporche mani da usurai sulle enormi ricchezze della Russia…ci avevano provato dopo il crollo del muro, ma poi arrivó Putin che li prese a calci, fuori dalla Confederazione Russa..i rockefeller e i loro servi non sopportano che tale perdita di ricchezze, si trovino lontane dalle loro fameliche bocche da vermi..

    https://www.altreinfo.org/controllo-globale/15172/chi-sono-i-banchieri-ebrei-e-le-famiglie-ebraiche-che-governano-il-mondo-e-spingono-verso-la-globalizzazione-giorgio-lunardi/

  2. Mi è sempre stato antipatico, il berlusca…a pelle,proprio:
    ma devo riconoscere che COMUNQUE svetta chilometri sopra la sinistra in generale
    e questo governo in particolare,
    specialmente in politica estera.

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