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Roma, 18 giu – Parole su Bibbiano poche, ma le querele, le buon vecchie azioni legali, quelle sì che servono. Il Pd sembra piuttosto nervoso, dunque tergiversa, fischietta, evita di prendere posizione se non per urlare allo sciacallaggio. Eppure siamo abituati a sentire i suoi esponenti sentenziare. Far la morale quando si può infierire sugli avversari, denunciare quando c’è il rischio che qualcuno ci bacchetti con lo stesso strumento. Un atteggiamento piuttosto imbarazzante e discutibile, a maggior ragione visti i fatti in questione. Oltretutto, così, strada non facendo, pone l’innominabile Partito Democratico in una posizione ancora più difficile da sostenere di fronte ai propri elettori. Non parliamo di quelli potenziali, perché ad oggi restano chimeriche prospettive. O i dem pensano davvero, con certe mosse, di convincere qualche elettore del M5S a tornare alla casa base?

“Le dichiarazioni demenziali del vicepremier Di Maio, il quale collega l’identità del Pd alle vicende drammatiche relative all’inchiesta sui minori che coinvolge il Comune di Bibbiano, confermano solo il livello di disperazione di un personaggio che ha fallito il suo obiettivo e scarica la sua bile sugli avversari politici”, si legge in una nota odierna del Pd.  “Non solo da subito abbiamo denunciato la gravità dei fatti portati alla luce dall’inchiesta della Procura di Reggio Emilia ma è fin troppo ovvio — si legge ancora nella nota — che, qualsiasi sia l’esito dell’indagine rispetto alle responsabilità di un sindaco accusato di abuso d’ufficio, accostare a fatti gravissimi l’identità del Pd è un atto irresponsabile e falso.

Angeli e demoni

“È Di Maio, con il suo atteggiamento sprezzante, volgare e ottuso che strumentalizza e utilizza una vicenda drammatica che dovrebbe tenere unite tutte le istituzioni”. Dunque, secondo il Pd, l’atteggiamento del leader pentastellato “è solo l’ennesima conferma della pochezza di alcuni individui che stanno governando l’Italia”. Infine i dem informano di aver “dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione e richiesta di risarcimento danni in sede civile”.

Non c’è niente da fare, a sinistra ci si erge spesso a giudici (sovente kafkiani) sentendosi intoccabili. E nonostante il vezzo di inveire contro l’avversario politico quando quest’ultimo è travolto da scandali, veri o presunti che siano, si evita il piano dialettico, passando direttamente a quello legale, quando si subiscono accuse. Perché in fondo i serafini aleggiano soltanto dalle parti del Pd, altrove albergano diavoli. Angeli e demoni?

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. collegare un partito con le vicende del comune governato dallo stesso partito…. uh quanto suona bizzarro, eppure quelli del PD lo fanno continuamente contro il m5s (vd Roma)

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