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Reggio Emilia, 30 lug – Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti (Pd), agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Angeli e demoni sugli affidi illeciti e sospeso dalla carica di sindaco dal prefetto di Reggio Emilia, ha chiesto (nuovamente) la revoca degli arresti con una memoria presentata al gip dal suo avvocato e ha ribadito di non volersi dimettere. Carletti si dichiara innocente rispetto alle accuse di abuso d’ufficio e di falso ideologico.

La memoria della difesa

Secondo la memoria presentata, la gara per affidare i servizi agli psicoterapeuti dell’assocazione Hansel e Gretel sarebbero stati fatti alla luce del sole e non era necessaria una procedura a evidenza pubblica perché si tratta di coprogettazione, una pratica prevista dalla legge. L’esponente del Partito Democratico ribadisce peraltro che è coinvolto nell’inchiesta non come sindaco di Bibbiano, ma come delegato ai servizi sociali dal presidente dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Il gip dovrà decidere entro cinque giorni. A proposito dei pagamenti agli psicoterapeuti della Hansel e Gretel, secondo la difesa Carletti avrebbe correttamente fatto disporre insieme alla Giunta dell’Unione il pagamento delle spese all’interno delle fondi legati agli affidi. Per i legali dell’esponente dem non vi sarebbero quindi anomalie rispetto alla legge sull’evidenza pubblica degli appalti.

Le accuse parlano chiaro

Tuttavia, quello di cui gli inquirenti accusano il sindaco e altri 26 indagati tra amministratori locali, assistenti sociali e psicologi, non si presta a interpretazioni: questa rete ha finanziato e protetto un sistema basato sull’indebita sottrazione dei bambini alle famiglie. Famiglie che sono state ingannate dagli psicoterapeuti dell’associazione Hansel e Gretel, che – lo ricordiamo – sono stati scelti senza gara dai servizi sociali di Bibbiano e retribuiti con tariffe doppie del normale (135 euro l’ora contro una media di 60-70 euro). Dopo veri e propri lavaggi del cervello, le piccole vittime accusavano i genitori di abusi inesistenti e così venivano affidate ad altre coppie o a strutture private. Scopo finale della rete scoperta dagli inquirenti e che purtroppo potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg di un sistema criminale ben più esteso.

Ecco come è motivata l’accusa di falso

L’accusa di falso nasce quindi dall’avere imputato alla voce “trasferimenti per contributi affidi” le somme che tra il 2016 e il 2018 venivano versate agli psicologi di Hansel e Gretel, ingannando così l’Unione dei Comuni della Val d’Enza, che autorizzava la spesa. Come se non bastasse, poi, secondo l’accusa, il sindaco e alcuni dirigenti comunali, con una psicologa, a un certo punto avrebbero scoperto l’indagine su di loro e tentato di nascondere il tutto: “Preso atto degli accertamenti della polizia giudiziaria”, si legge, “in un incontro in data 12 dicembre 2018” il sindaco, i dirigenti e la psicologa avrebbero “spacchettato” le cifre «abbassandole fraudolentemente al di sotto della soglia” dei 40 mila euro che per legge avrebbe imposto la gara.

Insomma, con questi precedenti si spiega perché il giudice già il 7 luglio ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari. E’ apparso evidente il rischio di inquinamento delle prove. Rischio che presumibilmente verrà tenuto presente per vagliare questa nuova richiesta da parte della difesa di Carletti.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. Ha ragione il sindaco P.D.rasta. Gli arresti domiciliari vanno revocati. Andrebbero immediatamente commutati in un provvedimento di detenzione in un carcere a regime durissimo!!!

  2. Purtroppo sti escrementi di essere umani in galera li mettono in reparti divisi dai delinquenti comuni. Queste merde devono stare in mezzo ai delinquenti comuni( così poi il.servizietto. Lo fanno a loro e spero che gli facciano molto male. I bambini non si toccano!!!!

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