Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 feb – L’iniezione di denaro pubblico che il Pd era intenzionato a regalare alla Casa internazionale delle donne è stata bloccata. La Commissione competente ha infatti bocciato l’emendamento, dichiarandolo inammissibile, al Milleproroghe che stanziava 900mila euro al Movimento femminista romano, che dall’87 occupa lo stabile seicentesco di via della Lungara 19. E, guarda caso, il debito delle femministe con il Comune di Roma Capitale ammonta proprio a 900mila euro.

Marchetta targata Pd

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni esulta. “Oggi in Commissione l’ultima oscenità del Pd si è bloccata”, scrive su Facebook. “Volevano prendere quasi un milione di euro da un fondo del Mef guidato da Gualtieri per darli alla Casa delle Donne. Un’associazione di sinistra che si trova nello stesso collegio nel quale il ministro Pd Gualtieri è candidato. Non si possono usare le Istituzioni e il potere per marchette e comprare consenso. Non abbasseremo la guardia”.

Le fa eco il deputato FdI Federico Mollicone: “La maggioranza si rende finalmente conto dell’imbarazzo creato dall’emendamento marchetta dei relatori. Un emendamento che avrebbe stanziato 900 mila euro alla Casa delle Donne di Roma. La quale Casa delle donne è indebitata con il Comune di Roma Capitale per la stessa cifra”. “Un fondo del MEF – spiega ancora – avrebbe ripianato i debiti della Casa, che è espressione dell’associazionismo di sinistra romano, in particolare del centro storico”.

Coincidenze

Quante “coincidenze” legate a questa operazione di finanziamento del fortino femminista: “I nuovi fondi avrebbero aiutato un presidio del PD e del centrosinistra proprio durante la campagna elettorale suppletiva del collegio di Roma centro, in cui corre il ministro dell’Economia Gualtieri”. Tutto chiaro no? “Per noi è una marchetta elettorale, volta a racimolare qualche voto grazie alla posizione dominante che ricopre Gualtieri, che ha deciso di non sospendere la sua attività durante il periodo di campagna. Ravvisiamo, inoltre, un eventuale ‘fumus’ di traffico d’influenza”.

Due pesi e due misure

“Il centro storico – prosegue Mollicone – ha moltissimi presidi di legalità: il circolo di Colle Oppio, aperto da esuli istriani e dalmati, è sempre stato un centro di aggregazione culturale e di associazionismo per il territorio, tenuto aperto grazie ai volontari, fino ad oggi”. Ma per l’amministrazione capitolina vige la regola del “due pesi e due misure” quando si tratta di presidi di destra: “Con un pretesto di morosità per una cifra irrisoria di 5 mila euro, mentre un ufficio era in corso di riemissione del contratto di affitto, i vigili, inviati dall’assessore, sono entrati e hanno messo sotto sfratto, addirittura di notte – come i peggiori nuclei della sinistra extraparlamentare – e con foto trionfanti”, conclude.

Cristina Gauri

Commenta