Roma, 5 giu – Dopo un periodo di silenzio voluto – «afonia» la definisce la diretta interessata – torna finalmente a parlare Emma Bonino. E la musica, nonostante la sonora pernacchia elettorale al suo +Europa, è sempre la stessa. Leggere per credere l’intervista odierna su Repubblica. Nessuna autocritica, nessun ripensamento, nessun cambio di rotta: il transatlantico della Bonino, carico di immigrati e finanziamenti di George Soros, naviga a tutta velocità verso le scogliere della volontà popolare, che – forse è il caso di dirglielo – ha bocciato lei e premiato proprio i suoi acerrimi nemici, i populisti euroscettici Di Maio e Salvini.
«Abbiamo vissuto in questi giorni, e ho paura non sia finito, il più grave attacco nella storia della nostra Repubblica alla democrazia rappresentativa, alla Costituzione, all’ordinamento liberale. E questo è un disegno eversivo che contempla inoltre lo smantellamento delle norme che garantiscono alle componenti del Parlamento libertà di espressione assoluta ed è l’affermazione di un nuovo regime dei partiti. Le forze politiche maggioritarie alle ultime elezioni hanno ventilato, al di là delle convulsioni di vocabolario, un’uscita dell’Italia dalla Ue e dall’euro, le cui conseguenze sarebbero una perdita catastrofica del valore dei risparmi delle famiglie e del loro potere d’acquisto, insieme a un aumento drammatico della povertà e dell’insicurezza tra la maggioranza della popolazione», ha dichiarato la Bonino a Repubblica. Insomma, tutto l’armamentario del radical-chicchismo snob e arrogante è qui riproposto in grande stile: maggioranze (non gradite all’establishment) che attentano alla democrazia, presunta repressione del pensiero liberal (ovviamente in totale assenza di censura), terrorismo psicologico sulle ipotesi sovraniste ed eurocritiche (uscita da Ue ed euro).
Però, a onor del vero, la Bonino in qualche modo prova ad abbozzare una sorta di autocritica. Sentite: «Di certo dobbiamo ricomporre la frattura sociale tra perdenti e vincenti della globalizzazione. Dobbiamo raccogliere le sfide che l’innovazione e la rivoluzione industriale sollecitano, così come le storiche opportunità per un nuovo rinascimento culturale ed economico. Rigorosamente nel quadro europeo. I partiti italiani fedeli ai principi costituzionali all’Unione europea e all’Alleanza atlantica sono adeguati a raccogliere questa sfida? C’è da dubitarne. Perciò serve coinvolgere fasce più vaste della popolazione intorno a un grande e appassionante progetto di rinascimento del nostro paese». Insomma, se le ricette europeiste, atlantiste, liberiste e oligarchiche della Bonino non hanno funzionato, è proprio lì che bisogna insistere. Del resto, si tratta solo di convincere il popolo italiano che il proprio suicidio etnico, sociale ed economico sia la giusta ricetta alla crisi. Auguri.
Elena Sempione

4 Commenti

  1. La sinistra ha sviluppato il lavoro di coop che hanno favorito i clandestini e gli sbarchi, Salvini fa bene a togliere le entrate a queste coop ma dovrebbe sviluppare il lavoro opposto cioè COOP o privati che riportano INDIETRO i clandestini, da dove vengono non sono affari nostri, sono classificati clandestini e il clandestino sa lui stesso da dove viene.

  2. Laida serva sorosiana , assassina di bambini mai nati , assassina del popolo italiano che vorrebbe sostituire con feccia nera africana, possa terminare la sua carriera in africa ad aiutare chi soffre veramente……… Troppo facile vivere con i soldi di soros,trafficante di dollari ed esseri umani. Che schifo.

  3. Abrogazione immediata della odiosissima legge beduinofila & negrofila che porta il nome:”MANCINO”!!! (Proprio come certi tiri & scherzi da prete!!!)…..

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