Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 24 lug – Circa un anno fa ci complimentavamo con Boris Johnson per la sfrontatezza politicamente scorretta con cui disse la sua sulle donne col burqa: a lui parevamo cassette della posta, a noi ombrelloni da spiaggia chiusi. Non si trattò di banale cazzeggio, ma dell’espressione libertaria su una questione che potremmo definire spinosa se non grottesca. Ecco, ci è andata meglio rispetto alle nostre più rosee aspettative: BoJo è oggi primo ministro del Regno Unito e guiderà la sua patria in quella Brexit fallita da una insipiente Theresa May.

 I numeri del nuovo primo ministro non riguardano solo la sua indubbia intelligenza che lo ha portato ad aggiudicarsi più di una borsa di studio con cui ha finanziato i propri studi in istituti del calibro di Eton e Oxford, ma la sua fama di essere un donnaiolo impenitente dedito a far schiumare di rabbia le guardie della rivoluzione politically correct. E insomma lo spettacolo non è da poco visto che si tratta di quella noiosa melassa antagonista, pacchiana nei modi e violenta nelle reazioni, che nel nome della supposta superiorità intellettuale che la caratterizzerebbe, si arroga il diritto di imbavagliare alcuni e lasciar parlare altri. Un Gad Lerner qualunque, per intenderci: erre rigorosamente moscia, ornamenti d’oro con Marx sotto braccio e lista di proscrizione pronta per essere aggiornata.

Senza peli sulla lingua

Johnson se ne frega dei parrucconi che, anche presenti nel suo partito, ogni tre per dure vorrebbero sottoporlo a esami clinici e a razioni di rieducazioni perbenista. L’anno scorso, difatti, quando ad agosto si espresse nei confronti delle donne col burqa come riportato qui sopra, il presidente del suo partito Brandon Lewis propose per BoJo un “training sulla diversità”. E stavamo parlando dell’ex ministro degli esteri ed ex sindaco della islamizzata Londra… Ma detto ciò, il biondo non si è perso d’animo e ha proseguito nella sua marcia. Andando a ripescare nel passato, nel 2007 definì Hillary Clinton un’ “infermiera sadica di un manicomio”. Nell’aprile 2016 Johnson partecipò a un concorso di poesia indetto dal quotidiano conservatore Spectator per cui aveva già scritto: lo vinse aggiudicandosi il premio per il componimento più offensivo nei confronti del presidente turco Erdogan che lo definì un “segaiolo pazzesco” amante del sesso con le capre anziché con le donne. Perché la passione per il gentil sesso è oggi fonte di indignazione speciale per la galassia iper corretta dei MeToo e degli assorbenti gratis per tutte. Slogan buoni solo per quel ceto medio riflessivo che ogni mattina si alza domandandosi in quale voragine di idiozia sia il caso di calarsi.

Sempre in disordine: nel giugno di quest’anno è saltato fuori un pezzo di un documentario girato dalla Bbc in cui BoJo definisce i francesi degli “stronzi che vogliono fregarci”. Apriti cielo e spalancati terra: ce lo vedete quel damerino di Macron ad apprendere che il futuro premier inglese lo considera un pezzo di merda? Noi sì. Anni fa, nell’aprile del 2007, Boris Johnson era responsabile conservatore per l’Università e, in visita all’ateneo di Portsmouth, definì quel luogo “un posto troppo pieno di droghe, obesità, delusione e deputati laburisti”. Nel 2005, ad aprile, Johnson promise che chi avesse votato per i Tories avrebbe goduto dell’aumento delle tette della moglie e avrebbe potuto comprarsi una Bmw M3. Possibile, per un uomo bianco occidentale, nominare ironicamente il corpo della donna per rendere più allettante un evento? Rischierebbe la ghigliottina, perché oggi la libertà di una donna non consiste nel poter fare la letterina in tivù in costume, ma di girare per le nostre città col burqa che ne imprigiona corpo e dignità.

Direzione Brexit

E per concludere la carrellata di interventi che hanno fatto impazzire i politicamente corretti, nel 2002 uscì il primo libro di Johnson “Friends, Voter, Countrymen” in cui affrontava anche la questione del matrimonio tra persone gay. Scrisse che se doveva esser accettata questa novità, scalfendo la realtà del matrimonio tra uomo e donna, allora si sarebbe dovuto dare il diritto a sposarsi anche a tre uomini, o due donne e un uomo o due uomini e un cane. Il punto della novità incarnata da Boris Johnson riguarda la libertà di pensiero che il mondo liberal, fintamente libertario ma in verità puritano sino all’ossimoro, vorrebbe piegare al proprio volere. Cosicché anche delle ovvietà come la nascita di un bambino da un uomo e una donna non possano esser più pronunciate per il rispetto che dobbiamo a delle presunte minoranze che si autodefiniscono emarginate, maltrattate, vilipese.

Vinse il “leave” il referendum per la Brexit e la sinistra europea ci raccontò che solo gli zotici campagnoli avevano espresso questa preferenza, mentre l’illuminata generazione Erasmus che popola la city aveva votato per il remain. Cazzate: oltre il 70% di quel popolo di ventenni spocchiosi era rimasto a casa senza degnarsi d’andare a votare. E dalle comode sedute costoro intenderebbero addestrare il mondo intero sulla base di assurde ricette politically correct per cui anche Pocahontas incarna il razzismo dei bianchi. Beccatevi questo ceffone e state a guardare.

Lorenzo Zuppini

5 Commenti

  1. speriamo che tenga fede alla Brexit al massimo per fine ottobre
    “fuori” c’è vita anzi solo fuori c è vita, dentro solo austerity,tagli sociali,poverta meschinità sofferenza.
    W Boris W la Brexit

  2. io faccio sesso col mio cane da anni e vorrei sposarlo davvero, dite che si potra’ davvero fare in futuro?

Commenta