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Vienna, 4 lug – Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, si è scagliato contro la decisione del governo austriaco di chiudere il confine con l’Italia. Secondo lui chiudere il Brennero, soluzione che si sta andando a profilare dopo l’accordo sull’immigrazione raggiunto dal governo tedesco, sarebbe contro lo spirito di condivisione europea e chi non segue questa linea di condivisione “se ne deve assumere la responsabilità”. Di Brennero chiuso ancora nessuno, da Vienna, ha ufficialmente parlato. Ma sembra chiaro che quanto affermato dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz presentando al parlamento di Strasburgo le linee guida della presidenza semestrale dell’Ue, vada in questa direzione. Kurz ha infatti evocato una “reazione a catena” da parte dei vari Paesi europei di fronte alla possibile chiusura delle frontiere tedesche.
Un’idea, quella di chiudere il Brennero, che oltre a non aver accolto il favore italiano, ha scandalizzato anche gli esponenti del Südtiroler Volkspartei. “Chiudere la frontiera del Brennero vorrebbe dire portare indietro le lancette della storia. Non ci sarebbe nulla da guadagnarci né per l’Italia, né per l’Austria, né per l’Europa” hanno affermato i senatori Dieter Steger, Julia Unterberger e Meinhard Durnwalder, commentando la frase detta dal ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini sul presunto vantaggio che tale chiusura porterebbe all’Italia. L’Svp sottolinea anche che “chiudere le frontiere contrasta con l’accordo di Schengen sulla libera circolazione dei beni e delle persone e come principio fondamentale dell’Unione Europea. E poi il Brennero ha una valenza storica e simbolica. Una sua chiusura rappresenterebbe un messaggio devastante. Il nostro auspicio è che si distendano animi e toni da entrambe le parti. Il ripristino della frontiera sarebbe un gravissimo errore”.
Ma per Kurz la protezione dei confini esterni dell’Unione è al primo punto della sua agenda politica in qualità di presidente Ue. “Come presidenza austriaca ci siamo proposti tre obiettivi: il primo è la sicurezza e la lotta contro l’immigrazione illegale, il secondo è preservare il nostro benessere in Europa e il terzo è l’attività nel nostro vicinato. Il primo punto è legato alla protezione dei confini esterni”.
Una posizione che non si discosta molto da quella del ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, che non a caso dopo le esternazioni austriache ha sentito al telefono il collega tedesco Horst Seehofer, concordando il primo faccia a faccia l’11 luglio a Innsbruck poco prima della riunione del consiglio informale dei ministri dell’Interno dei 28. Al momento la situazione al Brennero sembra tranquilla. In merito è intervenuto il presidente della Giunta provinciale di Bolzano Arno Kompatscher, che ha riferito di essersi confrontato con il governatore del Tirolo Günther Platter e di essere “giunti alla conclusione che attualmente la situazione non richieda misure di questo genere”.
Anna Pedri