Roma, 9 gen – Massimo Cacciari ancora contro il Pd. Il filosofo, non nuovo a certe frecciate, prende di mira le tensioni interne al partito in vista dell’elezione del prossimo segretario.

Cacciari sul Pd: “È deprimente, così la Meloni governerà a lungo”

Come riporta Il Secolo d’Italia, Cacciari prende di mira il Pd in modo schietto e abbastanza sincero. Il dibattito congressuale sul partito del Nazareno, per il filosofo, non interessa a nessuno. Non solo, rappresenterebbe un “dramma senza contenuti”. Questo perché, per Cacciari, è nello stesso Pd che mancano “Programmi definiti e grandi personalità che sappiano interpretarli. C’è un clima di disfatta delle sinistre europee che preoccupa ben al di là delle sorti del Pd. Un’onda molto lunga, che ha cause complesse e sta giungendo a riva. Bisogna reinventare la sinistra in Europa: questo è un grande tema sul quale mi sarebbe piaciuto che il Pd si confrontasse. Invece sento solo vecchi slogan e vecchie promesse“.

Giorgia Meloni, secondo Cacciari, in compenso “sembra godere ancora di ampio consenso”. Aggiungendo poi: “Intanto perché è una persona che ci sa fare: dal punto di vista comunicativo e di immagine è molto meglio di chi l’ha preceduta, e questo conta. Secondo: gli italiani ormai hanno capito tutti che dal punto di vista economico e finanziario i binari sono quelli: si può scegliere una velocità o un vagone diverso, ma la strada non si cambia”. Inoltre il presidente del Consiglio “una tradizione politica, brutta o bella che sia, ce l’ha. E poi, come dicevo prima, cosa vuole che dica la gente: mi sono pentito di votare Meloni e voto chi? Bonaccini? Ma dai“.

“Candidati senza personalità”

Anche sui candidati Cacciari è molto severo: “Il programma della persona di cui ho più stima, Gianni Cuperlo, è in gran parte quello che presentò Zingaretti tre anni fa, poi perduto nel vuoto totale. Credo che Gianni avrebbe dovuto interrogarsi su questo, forse ci sono vizi di origine che ancora non ci confessiamo. La fase costituente somiglia a un’ennesima conta, sempre la stessa, tra le due anime del Pd che mal si sopportano sin dalla fondazione, quella ex comunista e quella cattolica. Siamo sempre lì. Tutto poi si riduce alla ricerca del nome nuovo, come se bastasse a superare ogni difficoltà”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. La questione cruciale nella sx di sistema non pare essere la spaccatura tra catto-comunisti (vincente disastro di altri tempi), quanto la frattura tra social-democratici… dimostratosi un binomio sin da subito vuoto, perdente = 0. Non è necessario essere Prof. filosofici per arrivarci!

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