Roma, 21 dic – Bufera su Carlo Calenda che annuncia le dimissioni da consigliere comunale d’opposizione a Roma: il ruolo, si giustifica il leader di Azione, è “incompatibile con la carica di segretario di partito e di europarlamentare“. Quando l’ex candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti aveva annunciato le sue dimissioni da consigliere comunale d’opposizione in Campidoglio era toccato a lui finire alla gogna. Ora è la volta dell’ex ministro Pd dello Sviluppo economico.

Calenda si dimette da consigliere comunale: “Incompatibile con il lavoro di europarlamentare e leader di partito”

“Come previsto e dichiarato agli elettori prima del voto, la presenza in Consiglio comunale è incompatibile con il lavoro di europarlamentare e leader di partito. Rimanere per ragioni simboliche è assurdo. Lascerò spazio a Francesco Carpano che ha coordinato il programma della nostra lista“. E’ l’annuncio di Calenda su Twitter. In un altro post, il leader di Azione spiega che “Francesco è un giovane preparatissimo e molto motivato, che non vede l’ora di dedicare il 100% del suo tempo al lavoro in Consiglio e in particolare ai temi dei rifiuti e dei trasporti che segue da quasi due anni. Dunque largo a lui”.

“Lascerò il posto a Francesco Carpano, che non vede l’ora di fare questo dalla mattina alla sera”

Anche ai microfoni di Radio Capital, Calenda – la cui lista alle comunali è stata la più votata a Roma – sempre oggi ha ribadito che si sarebbe dimesso. “Avevo detto che se non fossi stato eletto sindaco me ne sarei andato dal consiglio comunale, per lasciare spazio a questo ragazzo molto in gamba che ha coordinato tutto il programma. Poi c’è stata un’alzata di scudi ed io ho provato un po’ a stare in consiglio comunale però non riesco a fare un lavoro serio perché non è compatibile con il fare anche l’eurodeputato. Quindi lascerò il posto a Francesco Carpano, un ragazzo che non vede l’ora di fare questo dalla mattina alla sera e mi sembra più serio“. “Mi dimetterò? Sì – ha ribadito il leader di Azione – c’ho provato ma è tutto organizzato in modo assurdo. Ti avvertono delle riunioni con pochissimo anticipo. È un lavoro che, per farlo, devi dedicargli il 100% del tuo tempo”. 

Il leader di Azione attacca Gualtieri: “Che sei Mandrake? Nessuno può ripulire Roma in due mesi”

L’annuncio di Calenda ha scatenato le critiche degli utenti social. C’è chi gli rinfaccia che lo stipendio da europarlamentare è molto più sostanzioso di quello da consigliere comunale. Così come chi lo accusa di scarsa coerenza, dipingendolo come un clown. Dal canto suo, il leader di Azione attacca Gualtieri fino all’ultimo giorno. Il sindaco Pd è nel mirino per la promessa (impossibile da mantenere) di ripulire Roma entro Natale. “È stata sbagliata la promessa: nessuno può ripulire Roma in due mesi. Io non mi sento di giudicare Gualtieri in due mesi, ci vuole tempo, mi sento di dire che ha detto una stupidaggine – dice Calenda ai microfoni di Radio Capital -. Che sei Mandrake, ci vuole più tempo, se noi non facciamo un termovalorizzatore e non rimettiamo gli spazzini di quartiere possiamo pure fare una pulizia straordinaria ma alla fine quello che ti succede è che ti si risporca la città”.

E attacca pure il metodo di lavoro del consiglio comunale capitolino

Infine un attacco proprio al modo di lavorare del consiglio comunale: “Io con tutta franchezza ci sono andato in aula Giulio Cesare. Ho commentato le linee guida di Gualtieri, ho partecipato alle prime votazioni però non avevo mai sperimentato nella mia vita una cosa simile. La prima volta che sono andato sono arrivato all’orario stabilito ed eravamo in quattro. Premesso che lavorare così è sbagliato in assoluto ma sicuramente non lo può fare chi è un segretario di partito e un europarlamentare”, conclude Calenda.

Adolfo Spezzaferro

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