Roma, 16 lug – Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, come annunciato nei giorni scorsi, rilancia il giro di vite contro i campi rom abusivi. Infatti il vicepremier ha inviato ai prefetti una circolare con cui chiede una “relazione sulla presenza di insediamenti rom, sinti e camminanti” in Italia entro due settimane. L’obiettivo, sottolinea il Viminale, è quello di avere un quadro chiaro sui campi abusivi “per predisporre un piano di sgomberi”. Nella circolare il ministro sottolinea la necessità di fare luce sulle “situazioni di illegalità e di degrado che frequentemente si registrano negli insediamenti“, specie quelli abusivi, e “che spesso configurano un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica“, con l’obiettivo di adottare misure “finalizzate alla riaffermazione della legalità”.

“Ricognizione urgente di tutti i campi nomadi”

Va dunque fatta una “ricognizione urgente” di tutti i campi, autorizzati e abusivi, “nel rispetto dei diritti della persona” e “delle normative nazionali e internazionali”, alla quale deve seguire un “successivo monitoraggio” che consenta di conoscere costantemente l’evoluzione delle diversi situazioni per predisporre “interventi di sistema” in maniera “organica e continuata”. Il censimento, scrive ancora Salvini ai prefetti, dovrà riguardare la tipologia degli insediamenti e la densità abitativa, le condizioni dei campi (presenza di reti idriche, elettriche e fognarie, allacci abusivi), la presenza di strutture fisse e mobili, il numero di minori presenti negli insediamenti, le loro condizioni e le percentuali di abbandono scolastico.

Entro 15 giorni i prefetti dovranno inviare una relazione al Viminale

A loro volta i prefetti, entro 15 giorni, dovranno convocare i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica e inviare una relazione al Viminale. Il censimento, dice la circolare, costituirà “una piattaforma di discussione in ambito locale per l’approfondimento delle singole situazioni e la massima sensibilizzazione dei sindaci ai fini dell’adozione dei provvedimenti ove ne ricorrano i presupposti”. Per arrivare, si ribadisce, “al superamento delle situazioni di degrado e al ripristino delle condizioni di legalità” attraverso un “progressivo sgombero delle aree abusivamente occupate”.

Il difficile verrà dopo gli sgomberi

Nel complesso, l’operazione non è proprio una passeggiata. Se andiamo a leggere le varie fasi previste così come sono indicate nella circolare, emerge che gli sgomberi e soprattutto tutto quello che riguarda il post sgombero creeranno non pochi problemi. Sì, perché – come si legge nel testo inviato ai prefetti – occorre “delineare una pianificazione in ambito provinciale – se del caso attraverso la stipula di specifici protocolli e l’istituzione di ‘Cabine di regia’ con rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali interessati – per consentire il progressivo sgombero delle aree abusivamente occupate attraverso l’esecuzione delle ordinanze di demolizione e rimozione delle opere abusive (roulottes e case mobili incardinate nel suolo), attivando nel contempo positive dinamiche di ricollocamento degli interessati“.

Ludovica Colli

Commenta