Roma, 11 gen – La benzina al di sopra dei 2 euro fa parlare anche Francesco Lollobrigida. Le dichiarazioni del ministro, riportate da Agenzia Nova, pongono la questione su un binario di realtà estremamente triste.

Benzina, Lollobrigida: “Troppo costo tagliare le accise”

Il caro benzina porta Lollobrigida ad ammettere una cruda verità, in controtendenza rispetto a Giorgia Meloni e Matteo Salvini che insistono sul tema della presunta “speculazione”. Il ministro dell’Agricoltura dice le cose come stanno. E non stanno bene affatto: “Le risorse sono poche, servono misure per la crescita. Bisogna fare delle scelte. Ora che i carburanti sono tornati a prezzi più contenuti, le poche risorse che abbiamo vanno usate per interventi più mirati. Lo sconto sulle accise è molto costoso. Ci potrebbero essere interventi mirati a specifici settori da salvaguardare, come peraltro già abbiamo fatto per l’agricoltura, la pesca e l’autotrasporto”.

Investire sulla crescita, già. Peccato che i carburanti costituiscano eccome un fattore di crescita. E che il loro costo esorbitante sia a tutti gli effetti un fattore di freno all’economia, visto il ruolo strategico che hanno in innumerevoli settori del mercato del consumo. Considerare le bollette “più serie” della benzina non ha molti riscontri nella realtà. Senza dimenticare che anche i sostegni contro le stesse sono stati, nella manovra economica, estremamente limitati. Lollobrigida ammette sostanzialmente ciò che andiamo ripetendo da tempo: l’esecutivo ha puntato su altro, confidando nei prezzi ragionevoli della benzina. Ma la crescita dei costi di fine anno dimostra quanto la scelta non sia stata ripagata, e quanto potrebbe essere pericolosa.

Quando all’opposizione FdI chiedeva l’abolizione delle accise

È circolato molto un video d’archivio in cui l’attuale presidente del Consiglio, all’epoca all’opposizione, chiedeva a gran voce l’abolizione delle accise. Lollobrigida non rinnega quella posizione, ma ora ammette di non poterla concretizzare in nessun modo: “Era una battaglia giusta, che rivendichiamo, ma ora viviamo in tempi eccezionali. Il conflitto in Ucraina e l’aumento dei prezzi dell’energia hanno mutato il quadro e questa congiuntura ci obbliga a scegliere. Noi siamo un Paese con un debito altissimo. Io parlerei di riduzione ed è un tema che andrà ripreso, in tempi diversi da questo”. Quali dovrebbero essere i “tempi diversi” è però un argomento su cui interrogarsi. In “quali tempi” si dovrebbe frenare la folle corsa dei prezzi di un bene strategico come la benzina, se non quelli di crisi economica?

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Ministro ascolti: in Svizzera, terra a noi confinate, da anni (!) nelle nuove case (tutte in affitto), c’è la sola elettricità, da parecchi mesi ci sono prezzi similari, da far paura, dei carburanti, da qualche anno e non solo, si sono stabiliti proficuamente (sic) più pezzi da novanta ucraini che russi, non entra in Europa non più per mancata volontà popolare ma perché così desiderano gli Usa che l’ hanno soggiogata finanziariamente ed infine una pulce dal Ticino… si candida a capo di una realtà politica che piaccia o non piaccia è presente. Ma dove vivete, con chi parlate per cadere sempre dal pero?

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