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Trieste, 3 nov – Oltre 5mila persone hanno partecipato, nel pomeriggio di oggi, al corteo indetto a Trieste da CasaPound Italia per celebrare l’anniversario della Vittoria nella Prima Guerra Mondiale.
Preceduto dai labari dell’Associazione Nazionale Arditi d’Italia e della Federazione Nazionale Arditi d’Italia, la manifestazione si è snodata dietro lo striscione tricolore “Difendere l’Italia fino alla Vittoria”, immediatamente seguito dalle bandiere delle terre irredente di Istria, Fiume e Dalmazia.
Il corteo, che si è svolto in un clima pacifico nonostante le tensioni che i gruppi antifascisti hanno tentato di sollevare nei giorni scorsi, ha preso il via da largo Riborgo, nel pieno centro di Trieste, per concludersi in via Battisti, sulle note fra gli altri del “Va Pensiero” di Verdi. Il suo passaggio è stato accompagnato da una marea di tricolori, che hanno fatto capolino anche sui balconi delle case toccate dal percorso.
Di seguito la fotogallery del corteo
Alberto Palladino

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6 Commenti

  1. Grazie CP………onore alla marziale compostezza di migliaia di patrioti…….. onore a sua eccellenza il DUX………onore a chi non si arrende e lotta per la nostra Patria.

  2. Onore a CPI,onore alla Patria e ha tutti quei patrioti sparsi per l’Italie,purtroppo pochi ancora,visto il silenzio e più grave l’assenza di lega e cinguettii vari.Una volta messo il culo ha Roma,chi se ne frega del popolo. A NOI

  3. […] Sabato 3 novembre 2018 migliaia di giovani patrioti hanno sfilato in corteo, a Trieste, per ricordar… e a chi ha avuto la fortuna di assistere e partecipare al corteo non saranno sfuggite la bellezza e l’armonia date da migliaia di bandiere tricolori sventolanti. Una bellezza caratterizzata anche da marzialita, ordine e disciplina. Al termine del corteo sono stati infine uniti una rosa (Venere) ed un ramo di cipresso (Marte) a loro volta poi legate indissolubilmente ad una corona di alloro: ancora una volta Marte e Venere vengono congiunte ed incarnate dalla nostra stirpe, nuovamente chiamate a partecipare alle vicende di questa terra e di questo popolo. […]

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