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Roma, 9 apr – I residenti di due quartieri di Roma si sono ribellati alle scellerate decisioni della giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi. Sono scesi in piazza davanti alle loro case, hanno gridato di non accettare più i continui affronti da parte di un sindaco che invece di tutelare i cittadini romani pensa bene di assegnare case popolari ai rom. In zone della città abbandonate dalle istituzioni, i cittadini rispondono come possono: facendo sentire la loro voce.

Prima a Torre Maura, dove i residenti hanno impedito che la Raggi “collocasse” senza preavviso 70 rom. Poi a Casal Bruciato, dove ieri una ragazza, Noemi, con il suo bambino piccolo ha occupato un appartamento assegnato dal comune a una famiglia rom. Anche in questo quartiere il sindaco M5S ha dovuto fare marcia indietro e dopo le contestazioni sarebbe al lavoro per ricollocare i nomadi in altro alloggio.

La battaglia dei residenti di entrambi i quartieri romani è stata da subito sostenuta da CasaPound, che da movimento politico legittimamente ha deciso di appoggiare la protesta di cittadini italiani vessati e poi dimenticati da chi invece dovrebbe aiutarli. Oggi alle 16 CasaPound terrà una conferenza stampa a Casal Bruciato per rispondere alle assurde accuse di razzismo rivolte da esponenti politici che hanno perso, forse definitivamente, il contatto con la realtà.

E sempre il movimento della tartaruga frecciata ha annunciato che sporgerà querela nei confronti di Virginia Raggi. Il sindaco di Roma ha infatti utilizzato parole piuttosto gravi nei confronti di CasaPound, accusandola di aver “soffiato sull’intolleranza” e di aver “puntato il dito contro un uomo, una donna e i loro sei bambini. E, se è vero quanto affermato dalla stessa famiglia che ha presentato denuncia, avrebbe minacciato di bruciarli vivi. Hanno creato un clima di odio e terrore”.

Di qui l’annuncio della querela da parte di Cpi. “CasaPound non ha mai minacciato nessuno. La sindaca dovrà rispondere delle sue affermazioni gravissime e diffamatorie: quereleremo la Raggi e chiunque altro si permetta di attribuirci parole e comportamenti che non ci appartengono”, si legge nella nota diffusa da CasaPound. “La Raggi non infanghi il nostro nome per nascondere la sua inettitudine – scrive ancora il movimento – Nella posizione di Cpi non c’è razzismo né intolleranza. Semplicemente, ci battiamo perché famiglie italiane col massimo punteggio in graduatoria e in attesa da anche dieci anni di una casa popolare non siano scavalcate da rom e stranieri. Ma questo facendo legittimamente politica e non certo minacciando qualcuno”.

Alessandro Della Guglia

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