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Roma, 9 apr – Per rispondere alle gravi accuse di razzismo da parte di Virginia Raggi, CasaPound ha indetto una conferenza stampa a Casal Bruciato, dopo aver annunciato una querela nei confronti del sindaco pentastellato. In piazza, insieme ai residenti del quartiere romano, sono intervenuti gli esponenti del movimento.

“Non accettiamo accuse di razzismo, non accettiamo che ci venga detto di fomentare odio, non lo accettiamo soprattutto da un sindaco che dovrebbe fare i conti con la realtà. Perché chi fomenta odio è chi porta 70 rom a Torre Maura e chi butta fuori famiglie italiane dalla propria casa”, così Luca Marsella, consigliere di CasaPound del X Municipio. “Prima gli italiani dovrebbe essere uno dei punti principali anche di questo governo – ha poi aggiunto Marsella – ma allora questo governo deve cambiare le leggi. Perché non è possibile che vengano assegnate case popolari a famiglie rom quando ci sono migliaia di famiglie italiane in lista da oltre dieci anni”.

Dal comune di Roma “17 milioni per i rom”

Il comune di Roma ha invece “istituito l’Ufficio rom sinti e camminanti”, investendo “soldi pubblici esclusivamente per loro ed escludendo gli italiani. Questo è razzismo”. Marsella ha poi puntato il dito contro gli sprechi di soldi pubblici da parte del comune capitolino: “Nel 2018 per campi rom e gestione di centri come quello che doveva ospitare i rom a Torre Maura sono stati spesi 17 milioni dal comune di Roma. Chi fomenta odio è chi amministra questa città”. Invece, spiega Marsella, “noi aiutiamo migliaia di famiglie italiane con le raccolte alimentari. Noi il pane non lo calpestiamo, noi lo portiamo alle famiglie italiane. E non lo portiamo per i voti, perché nelle periferie c’eravamo prima, ci siamo adesso, e ci saremo anche domani quando i riflettori saranno spenti. Noi da questi quartieri non ce ne andiamo”.

Mauro Antonini, responsabile regionale di CasaPound, ha sottolineato poi come vi siano “migliaia di famiglie italiane in emergenza abitativa perché con stipendi miseri non riescono a pagare l’affitto.” Cpi “non discrimina nessuno”, ha detto Antonini, che ha poi lanciato una provocazione al sindaco Raggi: “Si chieda perché di fronte a una regolare famiglia di filippini non sarebbe successo tutto questo, perché vi sono comunità che si integrano senza neppure l’assegnazione di case popolari. I campi rom vanno superati ma non è questo il modo”.

“Noi sempre al fianco degli italiani”

Il responsabile romano di CasaPound, Davide Di Stefano, ha ribadito questo concetto: “Se arrivano rifugiati siriani o filippini non succede nulla, perché con i rom accade tutto questo?”. Di Stefano ha poi sottolineato che “la realtà ci dice che oggi una giovane coppia italiana non può permettersi una casa eppure la sinistra e la Raggi non si occupano di questi reali problemi”. Di Stefano ha poi voluto rivolgersi a Di Maio e Salvini, invitandoli ad occuparsi della realtà e a lasciar perdere le schermaglie inutili: “Affrontate i problemi reali, fate vedere che siete realmente al fianco degli italiani”.

Un residente di Casal Bruciato, in chiusura, si è infine rivolto direttamente al sindaco di Roma: “Qua non c’è nessun razzista, la Raggi venga a chiederci scusa”.

Alessandro Della Guglia

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