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Roma, 1 ago – Approvata la riforma della giustizia “salvo intese”, cioè in maniera non definitiva. Dopo otto ore di braccio di ferro e un cdm fiume, la Lega e il M5S non trovano l’accordo sul penale. Secondo la Lega, la riforma resta “di facciata”. Duro Salvini: “La riforma non c’è, è acqua”. In mattinata, prima dell’inizio dei lavori, Di Maio era sceso in trincea in difesa del ddl sottolineando come la riforma sia “epocale, sanziona i magistrati che perdono tempo e riduce drasticamente i tempi dei processi. Basta con le spartizioni di potere al Csm. Mi auguro nessuno pensi di bloccarla, sarebbe un grave danno al Paese”.

I punti fermi del Carroccio sul penale

Il Carroccio vorrebbe infatti la separazione delle carriere tra pm e giudicanti, istituire un sistema di valutazione della performance giudiziaria dei magistrati; sottolinea anche l’importanza di garantire “tempi certi per la giustizia. L’Italia è un Paese democratico, servono manager nei tribunali che garantiscano il rispetto dei tempi, servono nuove regole sulle intercettazioni, la separazione delle carriere. Il Carroccio non vuole i cittadini ostaggio a vita della giustizia e non accetta riforme di facciata”.

Bonafede: “Basta giochetti”

Per il M5s, Salvini vorrebbe bloccare l’abolizione della prescrizione che sarà in vigore nel 2020. “Non si può dire no e basta, non vorrei che ci fosse dietro il tema della prescrizione come nodo che non viene portato al tavolo”, dice Bonafede al termine del Cdm. “Mi aspetto che la Lega non dica solo no ma dica cosa deve essere migliorato. Se ci sono proposte per migliorare il testo noi ci siamo, mi aspetto che i no abbiano una base di proposte”. Duo scontro del Guardasigilli con il ministro Bongiorno (Lega) su tutti i punti cruciali del testo. “Stasera ho sentito tanti ‘no’, – ha aggiunto Bonafede – c’è stata assoluta disponibilità da parte mia ad affrontare proposte di modifiche. Io penso che i cittadini non possano aspettare più una riforma della Giustizia. Non posso immaginare che si possa bloccare con dei giochetti una riforma che tutti attendono”.

Via libera, invece, sia alla riforma della giustizia civile sia a quella del Consiglio superiore della magistratura. Da giovedì il via ai tavoli politici con il premier Conte per sciogliere i disaccordi sulla parte penale.

Cristina Gauri

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