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Roma, 26 gen – Con le dimissioni di Conte e se dovesse fallire l’operazione Conte ter, il centrodestra resterà unito e all’opposizione o Berlusconi si sgancerà per prendere parte a un governo di “salvezza nazionale”? Il leader di Forza Italia ieri ha parlato di due opzioni per il dopo Conte bis: voto o governo di unità nazionale. E’ proprio questo a preoccupare i suoi alleati, che invece vedono una sola opzione: il voto anticipato.



Salvini convoca un nuovo vertice del centrodestra per oggi (centristi compresi)

Intanto oggi si terrà un nuovo vertice del centrodestra. La convocazione, partita dal leader della Lega Matteo Salvini, vale anche (e soprattutto) per i gruppi centristi, Udc, Noi con l’Italia e Cambiamo (tutti più o meno tentati di entrare nel Conte ter). Per adesso ufficialmente la coalizione – almeno stando a quanto assicurato da fonti leghiste – resta ferma e compatta su quanto riferito nei giorni scorsi a Mattarella. “Basta pasticci, perdite di tempo, giochini di Palazzo e compravendita di senatori. Gli italiani hanno bisogno di ospedali, di scuole aperte e sicure, di un anno di pace fiscale per restituire respiro e speranza a famiglie e imprese”, fa presente Salvini. Ecco perché “non è questo il governo che può accompagnare l’Italia fuori da questo disastro”.

La Lega chiede le elezioni anticipate

Pertanto il leader della Lega chiede di utilizzare “le prossime settimane per ridare la parola al popolo e poi avremo per cinque anni un Parlamento e un governo seri, legittimati e non scelti a Palazzo, ma dagli italiani”. Mattarella dunque – per Salvini – dovrebbe creare le condizioni per tornare al voto. Scenario altamente improbabile vista la pandemia e le scadenze sul Recovery plan (ma nel centrodestra pare tenerne conto solo Berlusconi).

Meloni: “L’Italia non si merita questo schifo”

Dal canto suo, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che è stata la prima della coalizione a chiedere di tornare alle urne, si scaglia contro un governo che ieri ha passato “l’intera giornata a occuparsi di beghe di Palazzo. Conte sì, Conte no, Conte ter. Dimissioni sì, dimissioni no, dimissioni domani. L’Italia non si merita questo schifo“, scrive su Facebook.

Berlusconi rassicura gli alleati: “Tentare di dividerci impossibile ed inutile”

Berlusconi non fa che ripetere che “la strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del capo dello Stato di indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani”. Secondo il leader di FI, “qualunque altra soluzione significa prolungare una paralisi che il Paese non si può permettere e che quindi ovviamente non ci vede disponibili”. Poi Berlusconi rassicura gli alleati del centrodestra: “Tentare di dividerci è impossibile ed inutile: chi si illudesse del contrario commetterebbe un grave errore di valutazione”. Concetto ribadito in una intervista al Giornale: “Il centrodestra è fatto di partiti diversi, autonomi nelle loro scelte ma finora è rimasto unito” e “non c’è ragione per non continuare così anche in futuro. Quanto a Forza Italia, tutti i pettegolezzi sul nostro conto saranno smentiti sempre”.

Lega e FdI resterebbero fuori da un governo di unità nazionale

Il punto è che se dovesse fallire il Conte ter (che aprirebbe soltanto ai senatori centristi voltagabbana), in un governo di unità nazionale è proprio difficile – se non escluso – che possano entrare i “sovranisti” di Lega e FdI, così tanto invisi agli europeisti dem e alla stessa Ue, preoccupata per come saranno gestiti dall’Italia i miliardi del Recovery plan. Lo sanno bene Salvini e Meloni, che infatti chiedono le elezioni. Ma riusciranno a tenersi stretto Berlusconi (che non vuole andare al voto)? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Per l’ennesima volta: o si va al voto oppure “aventino” della destra in parlamento, con piazze occupate da nord a sud, altrimenti sarà un’agonia. Non è il momento di essere responpavidi ma cazz..ti.
    Altrimenti si deve constatare che al peggior governo del dopoguerra fa da contraltare la più inutile delle opposizioni.

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