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Il colore non si cambia. Boccia respinge le richieste delle Regioni

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 18 nov – Francesco Boccia risponde picche ai governatori e respinge le richieste di modifica e riduzione dei criteri con cui le Regioni vengono spedite in zona gialla, arancione o rossa in base ai rischi dovuti all’epidemia di coronavirus. I presidenti di Regione chiedono che questi parametri siano ridotti dagli attuali 21 a 5 e che, soprattutto, la classificazione del rischio rispecchi la situazione reale dei contagi e dei ricoveri. Ma per il ministro per gli Affari regionali i parametri usati per la classificazione a zone dell’Italia “sono gli stessi su cui la cabina di regia ha lavorato da maggio a oggi e continuerà a farlo. Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi. Ieri c’è stata una richiesta comprensibile per un confronto su questi indicatori, ma il confronto avviene ogni settimana. Se viene fuori una valutazione scientifica sui parametri bene, ma non possiamo politicizzare i parametri“. Così Boccia in audizione alla Camera argomenta il suo no ai governatori, che chiedevano un incontro urgente.

“Lockdown nazionale oggi non più riproponibile”

Il modello per la divisione dell’Italia in fasce “è nato con il decreto di aprile, questa è la 26 esima settimana di utilizzo di quel modello. Non è nato il 3 novembre, ma mesi prima – chiarisce Boccia – perché la fase di graduale riapertura l’abbiamo gestita con massima cautela nonostante le spinte per riaperture immediate”. La buona notizia è che il ministro almeno per ora allontana lo spettro della serrata generale. Un lockdown nazionale, come nella prima ondata del coronavirus, “oggi non è più riproponibile – spiega – perché a marzo-aprile non c’era nulla: non c’erano le mascherine, i ventilatori per adeguare le terapie intensive, nulla nel mondo”. Inoltre, rispetto alla prima ondata “oggi i parametri relativi ai ricoveri in terapia intensiva e ai ricoveri in area ospedaliera non sono da allarme rosso”, fa presente l’esponente dem. “La rete sanitaria sta reggendo sia sulle terapie intensive che sui posti dell’area medica – chiarisce Boccia – ma gli ospedali da campo allentano la pressione sui pronto soccorso e sulle aree in difficoltà. Avere la certezza di 932 posti in 14 regioni dà il senso del lavoro eccezionale dalle forze armate e dalla Croce rossa italiana“. Tuttavia, aggiunge il ministro, Aprire tutto non è contemplato, ci porterebbe al primo gennaio 2020 e non ci possiamo arrivare fino a quando non abbiamo la certezza che ne siamo fuori. Anche con il vaccino bisogna tenere in sicurezza tante persone”.

Lega all’attacco: “Totale mancanza strategia del governo su controllo pandemia”

L’audizione del ministro per gli Affari regionali non convince affatto la Lega. “Purtroppo anche oggi in audizione il ministro Francesco Boccia ha palesato la totale mancanza di strategia del governo sul controllo e sulla gestione della pandemia“. Così in una nota i componenti leghisti della commissione bicamerale per gli Affari regionali. “Basti pensare che – per stessa ammissione di Bocciasolo a metà ottobre, quando la seconda ondata di contagi era già ripartita, è stato predisposto il piano di intervento dal ministero della salute e dal Iss. Sul futuro del Paese, a partire dall’economia, nelle fumose parole del ministro Boccia non c’è traccia di alcun piano strategico. Sulle aree industriali, sulle partite Iva motore del Paese – proseguono i parlamentari leghisti – dall’esecutivo esce solo la soluzione dei ristori ma nulla che riguardi un piano economico di rilancio a lungo termine”. Non manca infine un riferimento all’indecente balletto dei commissari della sanità calabrese. “Interrogato poi sul caso Calabria, Boccia ha relegato il compito del commissario a mero esecutore di conti che si occupa unicamente del piano dei disavanzi. Allora perché non si parla d’altro da giorni e, ancor più grave, perché il governo non affronta in modo serio e organico la mala gestio della sanità di alcune regioni d’Italia? Tutte domande che restano senza risposte ma dalle quali il governo non può più scappare”, conclude la nota della Lega.

Adolfo Spezzaferro

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4 comments

fabio crociato 18 Novembre 2020 - 2:25

Titolo e comportamento da bocciofila… Dal faceto passando al serio, ma qualcuno si chiede cosa c’ entrano le regioni con le fasce?!

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Regioni all'attacco: "Cambiare colore sia più facile e rapido". Oggi il vertice con il governo | Il Primato Nazionale 19 Novembre 2020 - 9:04

[…] Il colore non si cambia. Boccia respinge le richieste delle Regioni […]

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"Gli indicatori regionali? Troppi e complicati, ne bastano 5". Bassetti si schiera con i governatori | Il Primato Nazionale 19 Novembre 2020 - 1:33

[…] Il colore non si cambia. Boccia respinge le richieste delle Regioni […]

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“Gli indicatori regionali? Troppi e complicati, ne bastano 5”. Bassetti si schiera con i governatori - 19 Novembre 2020 - 2:22

[…] ieri Francesco Boccia aveva risposto picche ai governatori e respinto le richieste di modifica e riduzione dei criteri con cui le Regioni vengono spedite […]

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