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Cagliari, 8 set – “La storia e’ semplice: in Sardegna il virus circolava pochissimo. Il governo ha bocciato il mio progetto per garantire ferie sicure a tutti e così i turisti hanno di fatto portato il Covid sull’isola, senza che nessuno li controllasse in partenza: si sono per lo più contagiati tra loro, e ora vengono rilevati al rientro a casa”. Va ancora all’attacco del governo giallofucsia il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, intervistato da Libero, sul picco di contagi registrato sull’isola ad agosto (in merito al quale il governatore intende chiedere i danni a Palazzo Chigi).

“Passaporto sanitario bocciato per ragioni ideologiche”

Questo non significa assolutamente che esista un caso Sardegna, come qualcuno vorrebbe – chiarisce governatore – testimonia solo ancor di più l’errore clamoroso del governo nel non aver accettato il nostro modello di passaporto sanitario, che si innestava peraltro nel solco di una tendenza internazionale, a partire dalla Corea del Sud fino alle isole Canarie. Evidentemente però c’è chi preferisce esistere per contrasto…”. Sullo stop al passaporto sanitario Solinas non ha dubbi: “Perché bocciarono la mia idea? La propaganda della sinistra. Contro di me ci fu una levata di scudi ideologica. Poiché sono stato eletto anche grazie ai voti della Lega, dissero che volevo discriminare, anche se il passaporto sanitario io lo avrei chiesto a tutti, anche ai sardi di ritorno“.

“Perché attaccano la Sardegna e non si parla della Riviera romagnola o della Toscana?”

Alla domanda se il governo stia “usando” la Sardegna come capro espiatorio della seconda ondata, il presidente della Regione risponde così: “Non mi sfugge che tra tre settimane si vota e spostare l’attenzione da alcune altre regioni ‘amiche’, screditando un’amministrazione di centrodestra, possa pure far comodo a M5s e Pd. Perché attaccano la Sardegna e non si parla della Riviera romagnola o della Toscana, zone altrettanto turistiche e con più contagi di noi? Forse perché se si desse lo stesso risalto ai dati fiorentini la sinistra perderebbe anche nella sua roccaforte? Pur di darci addosso, strumentalizzano anche i dati”.

“Se mi avessero ascoltato, da noi niente lockdown e scuole aperte”

Infine, tornando sulla polemica per i contagi, Solinas fa presente che “a giugno in Sardegna i locali e le discoteche erano aperte, eppure il virus non circolava. Quando il governo bocciò il passaporto sanitario disse che la riapertura senza limiti era un rischio calcolato. Qualcuno ha sbagliato i calcoli e i governatori hanno pagato errori altrui. Purtroppo la Sardegna non è un caso isolato. Fino a luglio noi abbiamo avuto 134 decessi. Un numero dolorosissimo, ma esiguo se raffrontato con il resto d’Italia”.
Di fatto, conclude, “in Sardegna non c’è mai stata una circolazione virale autoctona, tutti i casi sono stati d’importazione o di ritorno. A fine febbraio chiesi la chiusura degli aeroporti ma il governo nicchiò, mi diede retta tardi. Se mi avessero ascoltato, in Sardegna la chiusura totale ce la saremmo potuta risparmiare. Avremmo potuto pure tenere aperte le scuole. Certo, questo avrebbe conflitto con i programmi centralisti dell’esecutivo”, conclude Solinas.

Adolfo Spezzaferro

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